Dom. Lug 21st, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La corruzione sta travolgendo gli argini di libertà e democrazia

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L’obiettivo dell’impunità dietro tante forsennate campagne contro i giudici

Foto: lettera43.it

il corsivista
Foto: lettera43.it

Lo spettacolo di questi giorni è davvero disarmante, la corruzione e il vizio sembrano diventati un metodo di governo. La nostra capacità dovrebbe essere quella di sottrarre i fatti che stampa, televisione e soprattutto la rete narrano alla estemporaneità di racconti quotidiani e farli entrare in un’area di elaborazione in grado di condizionare le nostre scelte politiche e civiche. I corrotti, ormai, sono diventati un segno sinistro e prevalente dei nostri tempi, contrariamente a quanto è accaduto in altri paesi democratici, nei quali l’infrazione delle norme e la scarsa qualità etica della politica sono state fronteggiate in nome di convinte tradizioni democratiche. Addirittura in Italia la corruzione ha assunto, negli ultimi anni, un fascino particolare, grazie ad una falcidia inesorabile che ha azzerato ogni valore lasciando integro soltanto quello del denaro. Al di là degli eccessi che pure si sono verificati e rispetto ai quali dovranno essere ricalibrati ruoli, funzioni e responsabilità della magistratura, non vi è alcun dubbio, per come appaiono le cose, che molte delle forsennate campagne contro i giudici hanno avuto proprio l’obiettivo di far saltare il controllo giudiziario, senza il quale l’Italia sarebbe diventata una zona franca, segnata dall’assoluta forza dell’arbitrio e dell’abiezione. E gli anni del regime berlusconiano hanno certamente contribuito a contrabbandare obiettivi di speditezza ed efficienza come unici riferimenti positivi dell’agire politico, trasformando di fatto la funzione e gli ambiti della politica in un gigantesco supermarket nel quale tutto si acquista e si consuma, un luogo lontano mille miglia dalle tradizioni civili del paese, popolato di gente improbabile, corrotta e improvvisata, un luogo fetido contro il quale sentiamo salire una giusta, reattiva rabbia e uno sdegno difficilmente contenibili, soprattutto in momenti di così gravi disagi personali e familiari.

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