Mer. Lug 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La crisi ci stritola, il Meridione si va “staccando” dal resto dell’Italia

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Ii cittadini si preparino a un duro scontro per "cacciare" questa politica inetta e immorale
il corsivista

Sono davvero impressionanti i dati del rapporto Svimez, che abbiamo pubblicato questa mattina con tempestività, per dare il segno di un turbamento che assale anche i mezzi di informazione, chiamati per dovere professionale a rappresentare il drammatico momento che vivono gli italiani. Deve esserci qualcosa che non va nella politica economica del governo, se è vero che gli elementi di recessione accelerano precipitosamente, la disoccupazione ha raggiunto livelli di guardia e sprofondano finanche i consumi dei generi di prima necessità. Giustamente, parlando oggi ai sindaci, il segretario del Pd Bersani ha denunciato il meccanismo “rigore-recessione” che si sta avvitando su se stesso, provocando la saturazione delle valvole di sopportazione e coesione sociale.Se la situazione italiana è complessivamente drammatica, nel Meridione si profila una catastrofe sociale senza paragoni. C’è una parte del paese che si stacca dal resto d’Italia e infrange il principio di unità nazionale, questa parte del paese vaga sul ciglio del baratro: basti il dato della disoccupazione reale pari al 25 per cento al Sud contro il 10,3 nel Centronord. Con un quadro a tinte così fosche, potremmo sentirci rassicurati soltanto da una politica in grado di essere “scienza della trasformazione” (mai definizione gramsciana apparve più giusta e propizia), purtroppo invece siamo in una palude di maneggioni della peggiore risma, nella quale il destino prossimo venturo della nuova legislatura è purtroppo proprio nelle loro mani, nella volontà cioè di chi ci ha trascinato in una strada senza sbocchi. Occorre perciò “sentire” il dramma di questo momento e attivare, partendo ciascuno dal proprio contesto, cellule sociali di sensibilità collettiva in grado di fare rete e condizionare con forza quanti operano e scelgono non più nell’interesse collettivo ma soltanto in ossequio ad una logica spudoratamente lobbista e malavitosa. Per quanto possibile, noi siamo al fianco di chi intende discutere, porre temi, sollevare problemi, protestare con civile determinazione ed anche asprezza, siamo al fianco, in una parola, di quanti intendono fare democrazia.

Rapporti Svimez: al Sud il doppio di disoccupati del Nord

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