Dom. Lug 21st, 2019

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La crisi economica? Spallata al debito pubblico e mini-patrimoniale

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Per porre rimedio all’elevato debito pubblico italiano suggerisco la seguente terapia: 1) L’Italia decide da subito un’imposta patrimoniale del 5%, escludendo dal calcolo il valore della 1° casa. Con il ricavato di circa 350 miliardi di euro - su un patrimonio di 8.500 miliardi – si abbatte il debito pubblico da 1.966 a 1.600 miliardi di euro. I tassi sui BTP decennali scendono al 2%, al posto dell’attuale 6,5 %. Si risparmiano miliardi di euro per interessi. La borsa moltiplica le quotazioni attualmente in “saldi”. Si restituisce valore alle aziende nazionali, oggi prede facili e poco costose di speculatori internazionali. Si creano le basi per la crescita. 2) L’Unione europea, coinvolta attivamente, condivide l’intervento ed “assorbe” titoli italiani per importo pari a quello introitato con l’imposta patrimoniale. Di fatto, quindi, l'effetto positivo sul debito pubblico si raddoppia. Tutti gli Stati europei possono attuare una misura straordinaria simile a quella italiana. E’ ora che la BCE faccia la Banca centrale a 360°, come avviene negli USA.
di Santolo Cannavale

Dedichiamo oggi spazio del nostro Blog/Inchiesta alla grave crisi economica che stiamo vivendo. Continuiamo ad animare questa area di dibattito e di confronti, chiedendo a tutti i nostri contatti di intervenire: in momenti così drammatici la partecipazione è un dovere e le analisi avranno la forza di chiarire i punti di vista e creare quelle aree di aggregazione che sono funzionali alla rinascita di un autentico spirito democratico. Oggi ospitiamo una proposta/riflessione di Sàntolo Cannavale, esperto in Economia. La proposta, che mira a ridurre il debito pubblico in Italia, è stata inviata nei giorni scorsi anche al governatore della Banca d’Italia.

Per porre rimedio all’elevato debito pubblico italiano suggerisco la seguente terapia:
1) L’Italia decide da subito un’imposta patrimoniale del 5%, escludendo dal calcolo il valore della 1° casa. Con il ricavato di circa 350 miliardi di euro – su un patrimonio di 8.500 miliardi – si abbatte il debito pubblico da 1.966 a 1.600 miliardi di euro. I tassi sui BTP decennali scendono al 2%, al posto dell’attuale 6,5 %. Si risparmiano miliardi di euro per interessi. La borsa moltiplica le quotazioni attualmente in “saldi”. Si restituisce valore alle aziende nazionali, oggi prede facili e poco costose di speculatori internazionali. Si creano le basi per la crescita.
2) L’Unione europea, coinvolta attivamente, condivide l’intervento ed “assorbe” titoli italiani per importo pari a quello introitato con l’imposta patrimoniale. Di fatto, quindi, l’effetto positivo sul debito pubblico si raddoppia. Tutti gli Stati europei possono attuare una misura straordinaria simile a quella italiana. E’ ora che la BCE faccia la Banca centrale a 360°, come avviene negli USA.
3) In contemporanea: “replica ed applicazione” tra Italia e Svizzera dell’accordo stipulato il 13 aprile 2012 tra i Governi austriaco e svizzero che prevede: prelievo sui capitali austriaci trasferiti in Svizzera ad una tassazione media del 25% per il passato; per il futuro prelievi annuali alla fonte del 25% sugli interessi maturati.
4) Attribuzione ai possessori di titoli statali della Grecia di nuove obbligazioni a copertura delle perdite maldestramente imposte nel marzo 2012 con l’avallo di Bruxelles. Trattasi di errore imperdonabile da sanare.  In caso contrario non si capisce perché i risparmiatori dovrebbero comprare titoli di Stato italiani, spagnoli, portoghesi, francesi, tedeschi, ecc..
La mia idea di imposta patrimoniale al 5% vuole essere una scommessa del tipo “ultima spiaggia” per evitare il fallimento del nostro Paese e la disgregazione dell’Unione europea.
Vale la pena mettere in gioco il 5% del proprio patrimonio con la possibilità ragionata di salvaguardare il restante 95%? Penso proprio di si.
Occorre dare una spallata decisa al nostro debito pubblico e un segnale fortissimo per placare la bramosia dei mercati che, giorno dopo giorno, stanno  “divorando” le nostre risorse (tassi al 6,5% sui titoli decennali), riducendo le probabilità di salvezza e sviluppo della nazione.

I precedenti interventi sulla crisi economica e politica:
 Trasferire presto l’ago delle decisioni dal mercato alle istituzioni di Giuseppe Fauceglia

2 thoughts on “La crisi economica? Spallata al debito pubblico e mini-patrimoniale

  1. apprezziamo l’ennesima proposta per l’uscita dalla tremenda situazione in cui ci troviamo e in cui quasi tutto il popolo europeo si ritrova, ma è evidente che la volontà ‘politica’ è di portarci in altra direzione.
    quello che stupisce è che di proposte di valenti economisti ce ne sono ormai a decine, dagli estremisti che vogliono uscire dall’Euro e coloro che vogliono rimanerci con azioni correttive o cambiamenti di rotta.
    Ebbene: nessuna di queste proposte viene minimamente presa in considerazione.
    la domanda da farsi, allora, è ‘perché?’
    anche questo ci viene quotidianamente raccontato, e fortunatamente questi ultimi narratori hanno un po’ più di ascoltatori: la volontà è togliere agli stati la loro sovranità. per farlo devi togliergli la moneta.
    “il resto è silenzio”

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