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La donna scomparsa a Salerno col domestico, indagini troppo carenti

La donna scomparsa a Salerno col domestico, indagini troppo carenti
di Barbara Ruggiero

La nota trasmissione tv “Chi l’ha visto?” torna a parlare della misteriosa scomparsa di Vincenza Basso Memoli.
Della donna non si hanno più notizie dal 12 luglio 2007, quando scomparve misteriosamente assieme al suo domestico indiano, il 22enne William Jeeth Sing, detto Sonu
La scorsa estate, uno dei figli della signora Memoli, Salvatore, consigliere provinciale Pd aveva auspicato l’interessamento alla vicenda da parte del programma televisivo “Chi l’ha visto?” che per mesi ha lavorato affinché la verità sulla storia di Elisa Claps venisse fuori.
Cresce la convinzione che qualcosa nelle indagini per la scomparsa della signora Memoli non sia andato nel verso giusto e che inizialmente siano state seguite delle piste sbagliate.
La famiglia Basso si era detta già in passato disponibile a percorrere tutte le strade possibili pur di giungere alla verità sul caso della scomparsa.
La trasmissione condotta da Federica Sciarelli è tornata sul caso per fare luce su quanto accaduto quella mattina di luglio in casa dell’anziana signora: si è a lungo parlato di una lite che avrebbe visto coinvolta la signora Basso Memoli. Ma con chi litigò la donna prima di scomparire? E, soprattutto, la scomparsa sua e quella del giovane domestico indiano sono da collegare?
Il legale della famiglia Basso Memoli, Giuliana Scarpetta, presente in studio assieme ai figli della signora Enza, ipotizza – supportata anche da Federica Sciarelli – che Sonu potrebbe anche essere tornato in India e che dopo la scomparsa le sorti dei due possano essere state diverse.
Le domande, a cinque anni dalla scomparsa sono tante: si è cercato bene anche il corpo della signora Memoli? Alla luce delle nuove tecnologie che vengono sempre più spesso usate per la risoluzione di questi casi, come per esempio il georadar, non sarebbe opportuno un più attento sopralluogo nei luoghi della scomparsa? E soprattutto: è opportuno continuare a cercare insieme Sonu e la signora Memoli? O si deve pensare che i due abbiano avuto una sorte diversa?
«Nella vicenda sono coinvolti due stati: l’Italia e l’India. Io sostengo che forse la vicenda dei Marò avrebbe potuto darci anche una mano – ha spiegato in diretta tv il legale della famiglia, Giuliana Scarpetta – ma il problema è che tra i due stati, nei rapporti che l’Italia ha con l’India, non esiste una convenzione: diventa difficile reperire anche l’informazione più banale».
La sorte del domestico indiano – che nel frattempo potrebbe essere tornato anche in patria – potrebbe essere la chiave del mistero.
«Per noi tanti sanno e sono reticenti. Lo dico con certezza» – ha amaramente affermato a “Chi l’ha visto?” uno dei figli della signora Enza, Salvatore Memoli.
Ricordiamo che la signora Vincenza Basso Memoli è scomparsa all’età di 77 anni la mattina del 12 luglio assieme al suo domestico Sonu. I due scompaiono nel nulla da un podere di Cappelle, una frazione del comune di Salerno. Inizialmente le indagini si concentrano sul rapimento a scopo di estorsione, anche se la famiglia dell’anziana donna non ha ricevuto alcuna richiesta di riscatto.
La signora Basso Memoli, vedova da dieci anni, ha tre figli e vive in un palazzo di quattro piani, circondato da terreni coltivati che è un ex convento agostiniano e che da generazioni appartiene alla sua famiglia. Sonu lo considera come un figlio: lavora con lei da almeno un anno e mezzo e la aiuta in tutte le faccende di casa. Nella vita di Sonu c’è una sola ombra: il passaporto smarrito di cui non riesce ad ottenere un duplicato. Per poter essere in regola con la legge Sonu deve tornare in patria e poi tornare definitivamente in Italia. Il problema del passaporto sembra essere l’unica ombra nella storia personale di Sonu; circostanza che spinge gli inquirenti a concentrare le proprie attenzioni di un presunto traffico illecito di passaporti. Dopo appena un mese dalla scomparsa, ad agosto, vengono arrestati dai carabinieri due connazionali di Sonu: uno è la persona che avrebbe dovuto sostituirlo durante il viaggio in patria e che intanto ha cominciato ad aiutarlo nel lavoro presso la famiglia Memoli da circa un mese. I due connazionali sono accusati di favoreggiamento nel sequestro della signora Enza. Uno degli arrestati era in casa Memoli al momento della scomparsa ma dice di non avere visto né sentito nulla.
Agli atti restano alcune intercettazioni telefoniche realizzate nella comunità indiana che consentono di dire alla Procura di Salerno, nel luglio 2012, che si indaga per sequestro di persona.


b.ruggiero@iconfronti.it

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