Ven. Ago 23rd, 2019

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La doppia faccia dell’olio d’oliva: l’eccellenza e la frode

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di Silvia Siniscalchi
di Silvia Siniscalchi
Riitano
M.Giovanna Riitano

Che la nostra regione non sia solo la Terra dei fuochi ma soprattutto un territorio ricco di eccellenze produttive, scientifiche e culturali è il messaggio chiave emerso dal seminario “La Campania dell’olio”, svoltosi qualche giorno fa presso la Sala Conferenze dell’Osservatorio dell’Appennino Meridionale dell’Università degli Studi di Salerno.
Lo ha subito chiarito nei saluti introduttivi la prof.ssa Maria Giovanna Riitano, presidente dell’Osservatorio, ricordando l’importanza dell’olio d’oliva per la Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità e oggi tra i principali brand per il rilancio della regione al prossimo Expo 2015.
Dopo la presentazione dell’iniziativa da parte del prof. Salvatore Sica, direttore dell’Osservatorio, e Luca Martuscelli, vice-presidente dell’Associazione Unisapori, il seminario si è aperto con l’intervento sulla qualità e tipicità degli oli campani di Raffaele Sacchi, ordinario di scienze e tecnologie alimentari dell’Università Federico II di Napoli e studioso di fama internazionale, che ha presentato a un pubblico numeroso, competente e attento, gli straordinari risultati dei suoi oltre trent’anni di ricerche sull’olivicoltura e l’olio d’oliva e gli obiettivi del progetto ITEO, volto alla ottimizzazione e valorizzazione delle produzioni olearie nel Basso Cilento attraverso le tecnologie eco-compatibili.

RAFFAELE-SACCHI
Raffaele Sacchi

Gli ha fatto eco Marisa Di Matteo, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno, che ha spiegato quali possibilità siano oggi offerte dalle innovazioni tecnologiche per la produzione industriale dell’olio di oliva, ancora poco diffuse tra le aziende campane, dotate di impianti non sempre adeguati. Delle normative europee e nazionali per la tutela dei consumatori e della produzione olearia “Made in Italy” ha parlato invece Olindo Lanzara, avvocato e dottore di ricerca in Diritto Comparato dell’ateneo salernitano, illustrando l’attuale difficoltà di conciliare le numerose normative regionali, nazionali ed europee in materia. Un corpus legislativo caotico, dei cui punti deboli approfittano soprattutto alcuni produttori disonesti, come ha evidenziato con alcuni esempi Luigi Cerciello, esperto in contraffazione della filiera agroalimentare, da anni impegnato in controlli e repressioni delle principali frodi nel comparto olivicolo-oleario. Come difendersi dalle truffe? Diffidando dei prezzi troppo bassi e leggendo bene le etichette. Se infatti la bassa qualità di certi oli in vendita sul mercato è determinata in alcuni casi dalla cattiva conservazione delle olive dopo la raccolta, più preoccupante è l’impiego di miscele ottenute con oli scadenti, come per esempio il lampante che, pur non essendo destinato all’uso alimentare, è chimicamente trattato e reso “commestibile”. Sempre più frequente è poi l’uso abusivo del marchio “Made in Italy” da parte di aziende estere esperte nell’“Italian Sounding” (ovvero l’utilizzo di denominazioni geografiche, immagini e marchi che evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti affatto riconducibili al nostro Paese).

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Erminio Rinaldi al tavolo dei relatori

Il quadro delineato è diventato ancora più fosco con l’intervento di Erminio Rinaldi, Procuratore reggente della Procura della Repubblica di Salerno, che ha presentato alcuni casi di grave inquinamento ambientale di terreni e corsi d’acqua provocati dall’irregolare smaltimento dei rifiuti da parte di alcune aziende olearie della piana del Sele. Ma la Campania si distingue anche per alcuni straordinari risultati, resi ancora più eclatanti se a vincere il primo premio internazionale per il migliore olio biologico extravergine è un’azienda casertana (Monte della Torre di Francolise), vincitrice della XIX edizione della manifestazione internazionale “Biol 2014“, con una giuria di esperti internazionali e 425 oli in gara giunti da 17 paesi nel mondo. Lo ha ribadito Filippo Diasco, Direttore generale per le Politiche Agricole e Forestali della Regione Campania, che ha accolto con favore la richiesta della presidente Riitano di sostenere l’operato dell’Osservatorio e cooperare nel progetto di un Sistema Informativo Territoriale sulle produzioni olearie campane, che possa contribuire a valorizzare e diffondere la conoscenza dei punti di forza ed eccellenza della regione.

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