La famiglia che nasce dalla fede

La famiglia che nasce dalla fede
di Michele Santangelo

Giorgione,_sacra_famiglia_(dettaglio),_1500_circaParlare di famiglia oggi, qualunque sia il motivo che ne offre l’occasione, significa addentrarsi in un campo di riflessione molto problematico. Fino ad alcuni decenni fa, quando si parlava di famiglia il pensiero andava subito a rappresentarsi un nucleo di persone, fatto di genitori e figli che vivevano insieme e in molti casi assieme a questi si trovava almeno una coppia di nonni che arricchivano con la loro saggezza, con la loro esperienza di vita, l’ambiente familiare. Soprattutto nella seconda metà del secolo scorso, l’istituto familiare ha subito una serie di profonde trasformazioni e non è questo il luogo per tentare un’analisi delle possibili cause. Sta di fatto che sempre più spesso è dato osservare che la famiglia legale, quella cioè che è costituita da una coppia, uomo-donna, legata insieme da un atto pubblico civile, non costituisce più il modello di riferimento, ma altre forme di convivenza si vanno man mano consolidando e, almeno a quanto pare, altre ancora si vanno affacciando all’orizzonte. Allora si parla sempre più spesso di crisi della famiglia e per la verità i sintomi sono sempre più sotto gli occhi di tutti, anche perché la pubblicistica di ogni tipo appare moto incline a sottolinearli. Tante famiglie ne sono colpite, a cominciare dall’allentamento dei legami familiari, incomprensioni sempre più frequenti tra genitori e figli, senso di frustrazione all’interno della coppia, anche perché si è affievolita quella specie di patto di solidarietà che portava a condividere all’interno della famiglia gioie e dolori, problemi personali e non, quindi carenza di comunicazione e quant’altro. Certamente non è avvenuto tutto all’improvviso, tanto che già la celebrazione stessa della festa della Santa famiglia di Nazareth fu istituita dalla Chiesa per dare impulso, nel mondo cristiano, all’istituzione della famiglia, cardine del vivere sociale e cristiano. Significa che già allora i venti di crisi attraversavano la famiglia, investendone i tre elementi fondamentali: l’amore vicendevole tra tutti gli elementi della famiglia, genitori e figli; il rispetto della vita in tutte le sue forme e a tutti gli stadi; infine la fede. Una pratica più profonda di questi tre fattori nelle famiglie sicuramente metterebbero al riparo delle crisi di ogni tipo ed è proprio per questo che la Chiesa continua a proporre come esempio la famiglia di Nazareth che a prima vista può anche sembrare un esempio impossibile da imitare. Questa famiglia appare esemplare proprio perché, in definitiva, esprime un’eccezionale vicinanza alle fatiche, alle stanchezze, alle crisi e ai dubbi che così spesso attraversano tante e tante famiglie. Così la piccola famiglia di Nazareth, molto vicina alle famiglie di oggi, specialmente nelle dimensioni, diventa non solo motivo di devozione e di preghiera, ma soprattutto di riflessione per far sì che ne vengano imitate le virtù, quali la fede innanzitutto, virtù verso la quale orientano tutte e tre le letture proposte nella liturgia di questa festa. Per fede Abramo, ormai avanti negli anni e senza discendenza, si vede assicurata una discendenza e sempre “per fede”, dice l’apostolo Paolo, “Abramo, messo alla prova, offrì Isacco… il suo unico figlio”, quello che, secondo la promessa gli avrebbe dovuto assicurare una discendenza. E fu sempre la fede che animò il vecchio Simeone, facendogli vedere nel bambino che prendeva in braccio la salvezza “preparata da Dio davanti a tutti popoli”. Come vivere la famiglia allora, nel XXI secolo dell’era cristiana, per trovare in essa stessa la forza di realizzarla giorno per giorno in spirito di condivisione, di sacrificio, di dono vicendevole? Soprattutto come un progetto a sua volta parte di un progetto più grande che è la storia di popolo, la storia della salvezza. Secondo tale visione acquisteranno senso e valore tutti gli eventuali sacrifici, le eventuali rinunce e sofferenze. Nella famiglia di Nazareth, nessuno dei tre componenti si fece indietro di fronte al compito a ciascuno assegnato dal piano di Dio: Maria assicurò il suo contributo insostituibile anche a cospetto della spada che, secondo Simeone, Le avrebbe trafitto il cuore; Giuseppe credette alle parole dell’Angelo e seppe custodire il tesoro di grazia che gli era stato accordato; Gesù il suo compito lo portò totalmente a compimento. Come la Sacra Famiglia, ogni famiglia cristiana nella fatica e nella speranza di ogni giorno porta avanti la propria opera nella vocazione e nella missione che Dio le ha donato.

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *