Ven. Lug 19th, 2019

I Confronti

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La favola bella di Billy Ray Harris, il barbone gentiluomo

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Restituisce un anello prezioso e ritrova identità, fratelli, amici e il sorriso
di Diogene

BILLY RAYKansas, ovvero lo Stato americano della memoria: i carovanieri, i cercatori d’oro, le pepite. Il Kansas oggi; uno Stato come tanti altri negli Stati Uniti d’America: benessere diffuso, ma anche città con barboni ad ogni angolo di strada. Billy Ray Harris è proprio barbone di colore, doc; barba incolta, vestiti dimessi, dimora abituale: ingresso dei Grandi Magazzini.
Storia da libro Cuore quella che ha interessato il cinquantacinquenne Billy Ray Harris, raccontata con dovizia di particolari oggi sul Corriere della Sera. Nel suo bicchierone di plastica, contenitore deputato alla raccolta di spiccioli che mani generose di tanto in tanto gli elargiscono, un giorno dello scorso febbraio Billy si ritrova un anello. Il clochard lo nota a fine giornata, quando tira le somme di una giornata come un’altra. “Accidenti, un anello – dice fra sé e sé – e mi sembra pure di valore”. Lo fa valutare da un gioielliere che gli offre la bellezza di quattromila dollari. Billy non ha visto mai somme di tale portata, l’istinto gli suggerisce di accettare l’offerta ma rifiuta. “Sono troppi” – pensa; ma pensa anche a chi sfortunatamente, per pura disattenzione, potrebbe aver fatto scivolare l’anello nel suo improvvisato contenitore. Con la mente ripercorre tutte le tappe di quella giornata. Rivede una per una le facce di coloro che gli hanno donato qualche cent. No, quell’anello merita di essere restituito al suo legittimo proprietario; “grazie – pensa -, ma i quattromila dollari non sono per me.”
Passa solo qualche giorno. La signora Sarah Darling, disperata per aver perduto il suo costoso anello di fidanzamento, ripercorre tutte le tappe del fatale giorno in cui non se l’è ritrovato al dito. Va a trovare pure Billy, solito angolo di strada, proprio di fronte ai Grandi Magazzini. A Billy non sembra vero: è felice; ha ritrovato la proprietaria dell’anello; fiero del suo gesto, le porge l’anello di diamante con platino incastonato.
Nei giorni seguenti Sarah, d’accordo con il marito, decide di ringraziare Billy e lo fa coinvolgendo la TV locale; vuole segnalare l’episodio che per lei ha del miracoloso e la bontà d’animo di un clochard dal cuore d’oro. La notizia viene ripresa da tutti i media locali e nazionali. Centinaia di persone vogliono aiutare Billy; vogliono sapere dove si trova, dove vive, e come possono aiutare un uomo povero e di buon cuore. Sarah si organizza: istituisce un sito web cui indirizzare eventuali offerte. I versamenti si sprecano. Sarah avrebbe voluto raggiungere almeno i quattromila dollari offerti dal gioielliere e sdegnosamente rifiutati. Ma i dollari raccolti sono molti di più. Per giunta adesso Billy si ritrova con due amici, con Sarah e con il marito che lo assistono e quasi se lo coccolano.
Non è finita. Billy ha ritrovato – grazie anche alle foto pubblicate in tutti gli Stati – anche i suoi cinque fratelli sparsi in tutta l’America che lo credevano morto. Adesso Billy ha una casa, degli amici veri, e anche un lavoretto oltre un piccolo conto in banca.
Bella la favola di Billy, bella come quelle di una volta; di quelle che ci facevano vedere il mondo sotto una veste rosea, che ci facevano commuovere, bambini o non bambini, perché ci portavano in un mondo diverso da quello che vediamo ogni giorno sotto i nostri occhi; senza orrori, senza omicidi, senza violenze. Forse anche senza politica, che non è più politica.

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