Ven. Lug 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La figuraccia della Rai che “oscura” i Giochi olimpici. E Sky gongola

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È gia scandalo olimpico. Improperi, lamentele, sarcasmo, decine di commenti negativi che tappezzano le pagine Facebook, più d’una, della Rai e soprattutto di RaiSport. Contestata dagli utenti è la gestione dell’evento, il saltellare convulso da una disciplina all’altra, ed in particolare la mancanza di immagini. A indignare i telespettatori è in particolare il fatto che la Rai, oltre al canale, Rai2, interamente dedicato all’evento olimpico, abbia ben due canali appositamente per lo sport, RaiSport 1 e 2, gestiti dalla testata sportiva, ma su questi canali vadano in onda, durante l’evento olimpico una serie assurda di vecchie repliche. Ieri, ad esempio, prima giornata dei Giochi, mentre la Pellegrini faceva il suo debutto in vasca, sul canale dedicato all’evento, Rai 2, andava in onda il telegiornale, e su RaiSport un Italia-Cile dello sfortunato mondiale di calcio del 1962! Alla fine, dopo mille contestazioni, una risposta è arrivata: la Rai ha comprato i diritti solo per 12 ore di trasmissione da mandare rigorosamente in onda su di un solo canale. Ma non finisce qui. A guardare sul sito aperto dall’azienda pubblica per l’olimpiade londinese non ci sono filmati di gare ma solo foto, niente repliche notturne, su nessuna rete, il cosidetto tg olimpico appare come un triste bollettino radiofonico con sola lettura di notizie corredata da foto, nessuna trasmissione mattutina con riepiloghi e servizi, ecc. Una situazione incresciosa, tutta a vantaggio di Sky che ha comprato i diritti completi e dedica ben 15 canali all’evento, una pacchia per quegli appassionati di sport… che possono pagare. La Rai avrebbe potuto comprare più diritti, comprare qualcosa da Sky, acquisire la possibilità delle differite, ecc. Nulla di tutto questo, forse perché al solito dirigente ignorante di televisione e di sport, messo lì dalla politica, 12 ore (do-di-ci ore!) al giorno, saranno parse tante, forse troppe. E di sicuro nessuno degli esperti (la immaginiamo la scena) avrà avuto buon gioco spiegandogli che è un evento unico, che si dà solo ogni quattro anni, che vi partecipa tutto il mondo, che vi sono impegnati migliaia di atleti, e che essendovi ben 32 discipline 12 ore sono una bazzecola. Ma che nessuno si meravigli: è il bussines, bellezza; è il libero mercato, bellezza; è la concorrenza, bellezza; è così, bellezza, anche se non è una bellezza! E ti ci devi adattare, bellezza! Vuoi il servizio? Paga. È tutto qui. È il mondo di oggi, bellezza, il mondo in cui ci hanno portato convincendoci che “privato” è meglio di “pubblico”, e che questo avrebbe portato vantaggi ai cittadini-consumatori. Che invece, continuano a pagare il canone, chiedendosi sempre più perché, visto che lo stesso dovrebbe servire proprio a coprire programmazioni di minor vantaggio economico per l’azienda e rendere così un servizio. Ma forse basta guardare a quanto ammontano i contratti dei nuovi dirigenti Rai, scelti dalla politica, per comprendere la funzione del canone. Dunque siamo a Londra, ma per vedere lacerti di Olimpiade. Tranquilli la “sofferenza” durerà solo quindici giorni. Niente più di una forte influenza con lenta convalescenza. Se ne esce e tutto dopo sarà dimenticato. Eppure, proprio da Londra, dalla “perfida Albione”, potremmo copiare la risoluzione del problema. Se non ricordiamo male era in carica il governo Blair quando i parlamentari britannici votarono una semplice norma: gli eventi sportivi che riguardano le nazionali di qualsiasi sport, sono di interesse pubblico, e quindi devono essere prioritariamente trasmessi dalla tv pubblica. “Proprio perfida questa Albione” pensò contrariato il cervellotico politico italiano…
di Alfonso Liguori

È gia scandalo olimpico. Improperi, lamentele, sarcasmo, decine di commenti negativi che tappezzano le pagine Facebook, più d’una, della Rai e soprattutto di RaiSport.
Contestata dagli utenti è la gestione dell’evento, il saltellare convulso da una disciplina all’altra, ed in particolare la mancanza di immagini.
A indignare i telespettatori è in particolare il fatto che la Rai, oltre al canale, Rai2, interamente dedicato all’evento olimpico, abbia ben due canali appositamente per lo sport, RaiSport 1 e 2, gestiti dalla testata sportiva, ma su questi canali vadano in onda, durante l’evento olimpico una serie assurda di vecchie repliche. Ieri, ad esempio, prima giornata dei Giochi, mentre la Pellegrini faceva il suo debutto in vasca, sul canale dedicato all’evento, Rai 2, andava in onda il telegiornale, e su RaiSport un Italia-Cile dello sfortunato mondiale di calcio del 1962!
Alla fine, dopo mille contestazioni, una risposta è arrivata: la Rai ha comprato i diritti solo per 12 ore di trasmissione da mandare rigorosamente in onda su di un solo canale.
Ma non finisce qui. A guardare sul sito aperto dall’azienda pubblica per l’olimpiade londinese non ci sono filmati di gare ma solo foto, niente repliche notturne, su nessuna rete, il cosidetto tg olimpico appare come un triste bollettino radiofonico con sola lettura di notizie corredata da foto, nessuna trasmissione mattutina con riepiloghi e servizi, ecc.
Una situazione incresciosa, tutta a vantaggio di Sky che ha comprato i diritti completi e dedica ben 15 canali all’evento, una pacchia per quegli appassionati di sport… che possono pagare. La Rai avrebbe potuto comprare più diritti, comprare qualcosa da Sky, acquisire la possibilità delle differite, ecc. Nulla di tutto questo, forse perché al solito dirigente ignorante di televisione e di sport, messo lì dalla politica, 12 ore (do-di-ci ore!) al giorno, saranno parse tante, forse troppe. E di sicuro nessuno degli esperti (la immaginiamo la scena) avrà avuto buon gioco spiegandogli che è un evento unico, che si dà solo ogni quattro anni, che vi partecipa tutto il mondo, che vi sono impegnati migliaia di atleti, e che essendovi ben 32 discipline 12 ore sono una bazzecola.
Ma che nessuno si meravigli: è il bussines, bellezza; è il libero mercato, bellezza; è la concorrenza, bellezza; è così, bellezza, anche se non è una bellezza! E ti ci devi adattare, bellezza! Vuoi il servizio? Paga. È tutto qui. È il mondo di oggi, bellezza, il mondo in cui ci hanno portato convincendoci che “privato” è meglio di “pubblico”, e che questo avrebbe portato vantaggi ai cittadini-consumatori. Che invece, continuano a pagare il canone, chiedendosi sempre più perché, visto che lo stesso dovrebbe servire proprio a coprire programmazioni di minor vantaggio economico per l’azienda e rendere così un servizio. Ma forse basta guardare a quanto ammontano i contratti dei nuovi dirigenti Rai, scelti dalla politica, per comprendere la funzione del canone.
Dunque siamo a Londra, ma per vedere lacerti di Olimpiade. Tranquilli la “sofferenza” durerà solo quindici giorni. Niente più di una forte influenza con lenta convalescenza. Se ne esce e tutto dopo sarà dimenticato.
Eppure, proprio da Londra, dalla “perfida Albione”, potremmo copiare la risoluzione del problema. Se non ricordiamo male era in carica il governo Blair quando i parlamentari britannici votarono una semplice norma: gli eventi sportivi che riguardano le nazionali di qualsiasi sport, sono di interesse pubblico, e quindi devono essere prioritariamente trasmessi dalla tv pubblica.
“Proprio perfida questa Albione” pensò contrariato il cervellotico politico italiano…

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