La Fnsi: urge una nuova legge sull’editoria

La Fnsi: urge una nuova legge sull’editoria

 

di Barbara Ruggiero
Barbara Ruggiero
Barbara Ruggiero

Una nuova legge sull’editoria è quanto mai necessaria. Lo dicono in una nota congiunta presidente e segretario della Fnsi, Giulietti e Lorusso. Nella stessa nota, i vertici della Federazione chiedono anche di “rendere chiari e trasparenti gli assetti proprietari delle società editoriali”.

Sulla necessità di rendere pubbliche le partecipazioni delle società editrici si era espresso nei giorni scorsi anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Iacopino, che aveva avanzato precise richieste nel corso di un’audizione alla Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.

Il ddl sull’editoria, attualmente in esame al Senato, prevede l’istituzione di un fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, la delega al Governo per quello che riguarda la disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, la disciplina di profili pensionistici dei giornalisti, disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese editrici  e – nodo cruciale – norme relative alla composizione e alle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

La necessità di vigilanza e controllo per la tutela del pluralismo è stata evidenziata anche dal presidente del Senato, Pietro Grasso, nel corso di una lezione sul tema “Una cultura per la società dell’informazione” alla Sapienza. Grasso ha rimarcato l’importanza del dovere di vigilanza e controllo delle istituzioni di garanzia per la tutela del pluralismo. “Un’informazione autorevole e indipendente – ha detto Grasso – è uno dei prerequisiti essenziali in un sistema democratico maturo perché ha un ruolo fondamentale nella definizione dei temi e della qualità del dibattito pubblico: il grado di democrazia di un Paese è direttamente connesso alla capacità del sistema dell’informazione di svolgere liberamente il suo compito”.

Giulietti e Lorusso, rispettivamente presidente e segretario della Fnsi, hanno chiesto, alla luce delle profonde trasformazioni del settore, un quadro di regole chiare e di evitare che “i processi di fusione e concentrazione avviati e le scalate alle aziende editoriali mettano a rischio il pluralismo dell’informazione”. Il loro intervento mira a far sì che “il forte e autorevole richiamo del presidente del Senato non cada nel vuoto”.

redazioneIconfronti

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