Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » Ethos » Scrittura e vita » La forza irresistibile del perdono,

La forza irresistibile del perdono,

La forza irresistibile del perdono,
di Michele Santangelo

festa del perdono_clip_image066Perdono, santità, amore fraterno: sono le parole che subito si affacciano alla mente ascoltando, in questa VII domenica del tempo ordinario, la lettura dei brani di sacra scrittura proposti alla riflessione di coloro che almeno una volta alla settimana, la domenica appunto, ritagliandosi una parentesi nella convulsa vita quotidiana, cercano di ritemprare le energie dello spirito  partecipando alla celebrazione eucaristica che per i cristiani rappresenta la rinnovazione incruenta del Sacrificio di Cristo sulla croce, segno della profonda unione di Gesù con la sua Chiesa e di comunione fraterna tra i fedeli.  Finché si è all’interno dell’edifiicio sacro, nella maggioranza dei casi,  tutto – atmosfera, gesti, parole –  sembra essere coerente con i sentimenti che attraversano l’animo di ciascuno, in sintonia con il rito e con ciò che esso rappresenta. Una volta fuori, spesso ci si rende conto che realmente ciò che si è vissuto per una manciata più o meno ampia di minuti è stato veramente una parentesi. Tornano forse alla mente inimicizie, lotte di ogni tipo, notizie di paesi interi sconvolti da anni da faide tra le famiglie o clan malavitosi, omicidi, vendette, popoli interi funestati da lotte fratricide; vedi, giusto per fare un esempio di grande attualità, la Siria di queste ultime settimane; a fianco a questo, roba più spicciola, ma che avvelena ugualmente i rapporti interpersonali, divide le famiglie, mette gli uni contro gli altri: maldicenze, calunnie, gelosie e chi più ne sa più ne metta. Forse a tal punto si è portati a concludere che le vie percorse dagli uomini  sono veramente diverse da quelle proposte dal Signore attraverso la sua Parola? Qualcuno, travisandone il senso, in modo strumentale, arriva perfino a citare il brano evangelico di questa domenica: “occhio per occhio, dente per dente”, per giustificare i propri misfatti, dimenticando, oppure perché nessuno mai glielo ha insegnato, che questa legge, detta del taglione, era funzionale ad evitare quella che oggi chiameremmo un’ escalation di violenza, imponendo di non arrecare un danno maggiore di quello subito. (Taglione,  secondo alcuni etimologisti, deriverebbe dal latino talis = uguale). Domenica scorsa abbiamo imparato che Gesù è venuto non per abolire la legge del Vecchio Testamento, ma per portarla a compimento. Ebbene, a tal proposito Gesù, nel vangelo di oggi precisa: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. Una logica, quella del Signore,  che manda gambe all’aria anche il detto popolare: “Fa’ come t’è fatto ca’ nonn’è peccato”. Così Egli supera la legge della proporzionalità della reazione al torto subito, ponendosi al culmine di quell’opera di educazione che Dio aveva iniziato da subito nei confronti del suo popolo, una volta che questo aveva smarrito la via della fedeltà al suo Creatore, culmine esemplificato nel discorso della montagna: “Beati i poveri…,  Beati quelli che sono afflitti…, Beati i misericordiosi…, ecc. E come se non bastasse: “Se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; se uno…ti vuol togliere la tunica, tu lasciagli anche il mantello. Ma già il Levitico avvertiva: “Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso”. La radice di tutto questo è nella predisposizione al perdono che, soprattutto nel cristiano,  non è l’eccezione, ma la norma perché egli, a sua volta, è stato ed è oggetto di perdono. Così siamo autorizzati anche a pregare: … Padre nostro che sei nei cieli… rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Ma dove troviamo la forza necessaria per fare tutto questo? Ce lo rivela l’apostolo Paolo: “Fratelli, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?. La Chiesa, depositaria del Messaggio, fa pregare così i suoi fedeli: “Riconosciamo il tuo amore di Padre quando pieghi la durezza dell’uomo, e in un mondo lacerato da lotte e discordie lo rendi disponibile alla riconciliazione. Con la forza dello Spirito tu agisci nell’intimo dei cuori, perché i nemici si aprano al dialogo, gli avversari si stringano la mano e i popoli si incontrino nella concordia. Per tuo dono, o Padre, la ricerca sincera della pace estingue le contese, l’amore vince l’odio e la vendetta è disarmata dal perdono”.

 

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3567

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto