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Il caso / Vietri, la grande bellezza al tempo della frana

Il caso / Vietri, la grande bellezza al tempo della frana
di Luigi Zampoli

imageTetra, buia, irreale. Così si presenta Vietri sul Mare in questi giorni di … chiusura per frana. In un venerdì sera qualunque si fa fatica a percorrere pochi metri tra caos, traffico, autobus e umanità dilagante che si riversa lì tra i vicoli della prima perla della costiera amalfitana. Non adesso.
Non adesso che la montagna ha lasciato cadere un lembo di roccia per spezzare quella “continuità” tra Salerno e la Divina Costiera; il paradosso di dover raggiungere ciò che è davanti ai tuoi occhi, prendendo l’autostrada, lascia increduli. Si arriva a Vietri, dopo una mezz’ora di viaggio in autostrada (sic!) e si ha subito la sensazione dell’isolamento in cui si trova ora la cittadina; poche luci accese, poche macchine, negozi vuoti, un’atmosfera da coprifuoco che stride con l’abituale caos a cui eravamo abituati.
È caduto un macigno anche sull’economia e sul commercio della zona e l’emergenza sembra non d’immediato superamento, almeno per quanto riguarda il ripristino della completa viabilità del tratto di strada interessato dalla frana.
L’incuria e la mancanza di prevenzione hanno portato all’ennesimo “sfogo“ della natura; la natura “matrigna”, di leopardiana memoria, ha reagito ancora una volta con violenza alla violenza perpetrata dall’uomo su di essa e ha deciso di sbarrare il passo verso uno dei luoghi più belli del mondo, rendendo anche Salerno “menomata”, privata com’è, almeno temporaneamente, di quel breve e felicissimo “allungo” verso la costiera.
Sembra di vivere un dolorosissimo distacco, arrivi al punto in cui il transito è bloccato, allunghi lo sguardo verso la costiera e temi che si allontani sempre di più ciò che credevi potesse essere immutabile, definitivo, pietrificato (chiedo venia per la “tragica” ironia), si rivela sul punto di crollare del tutto, trascinando con sé la sua … “grande bellezza”.
La frana non è mai solo un evento fisico, naturale, un fenomeno tangibile solo nelle sue evidenti e rovinose conseguenze; è un evento che porta con sé la metafora di un dissesto ben più vasto di quello idrogeologico, è l’esito inevitabile dell’indifferenza che si perpetua, noncurante degli avvertimenti e degli allarmi, dei segnali che si scorgono solo se osservati e valutati con la giusta e dovuta attenzione.
Tutto ciò su cui il nostro sguardo è abituato a posarsi può scomparire rapidamente e, senza la necessaria lungimiranza, troveremo macigni sempre più grandi e minacciosi che spezzano i nostri sentieri.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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