Mer. Giu 26th, 2019

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La guerra dei dati sui tumori: Balduzzi sotto tiro

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I commenti di Antonio Giordano e del senatore Ignazo Marino

«Il rischio cancerogeno collegato allo sversamento dei rifiuti tossici nel territorio delle province di Napoli e Caserta è stato verificato da diversi studi. Sostanze tossiche come amianto, cadmio, diossina, di cui sono pieni questi territori, sono altamente pericolose per la salute. Non si può dire, come ha affermato Balduzzi, che il legame non è accertato e che invece è colpa della sedentarietà e degli stili di vita poco corretti dei campani». Ad affermarlo con forza è Antonio Giordano, presidente del Comitato scientifico del Centro ricerche oncologiche di Mercogliano (Avellino) e ricercatore di punta allo Sbarro Institute della Temple University di Philadelphia, raggiunto telefonicamente negli Stati Uniti. «Balduzzi sembra catapultato da chissà dove nella tragica realtà campana della “terra dei fuochi e dei veleni” – sottolinea Giordano, a poche ore dalla conferenza stampa in cui il ministro presenterà la relazione sulla vicenda dei veleni campani – ma i dati sono innegabili: la copertura delle donne campane allo screening mammografico è ferma al 50% contro quella del 93% in Lombardia, e c’è un aumento del 40% in nove anni degli interventi chirurgici di mastectomia e quadrantectomia nella fascia prescreening, e cioè nelle donne tra i 40 e i 44 anni di età. Le cose insomma – precisa Giordano – sono più complesse di come vengono presentate». Giordano, commentando le parole del ministro della Salute, sottolinea che «sul record di tumori in Campania Balduzzi ha risposto da politico e da candidato. Come hanno fatto tanti suoi colleghi da quarant’anni a questa parte. Come si fa a dire – domanda lo scienziato – che la colpa dei tumori è nella sedentarietà e negli stili di vita della popolazione? Lo invito a un confronto pubblico per discutere, con le associazione dei medici, sulle vere cause dei tanti casi di cancro segnalati». «Inoltre – avverte Giordano – per affermare scientificamente certe cose mi chiedo come vengono fatti i biomonitoraggi tossici da parte degli incaricati. In altri episodi di disastri ambientali verificatisi in Italia, come nel caso dell’azienda Caffaro di Brescia, per poche centinaia di fusti tossici sono state fatti oltre 1.200 biomonitoraggi. Mentre in Campania – precisa l’esperto – dove è stato accertato dalla magistratura che sono stati sversati milioni di tonnellate di sostanze tossiche, e non meno di 53 mila tonnellate di diossina, sono stati fatti solo 86 controlli e non più di 6 analisi». Proprio il biomonitoraggio consente di identificare la presenza di determinati veleni nell’ambiente, negli animali e nell’uomo e di stabilire così una correlazione tra tumori, morti e malattie e i rifiuti smaltiti illegalmente. «Su un fatto sono in sintonia con il ministro – conclude l’esperto – in gran parte del Sud Italia ci sono poche strutture sanitarie di eccellenza e non sono in grado di arginare il problema della prevenzione oncologica. Un problema importante, causato da un inquinamento ambientale ormai vecchio di quarant’anni».
Anche il senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale ha commentato la relazione sulla situazione epidemiologica del territorio redatta dal gruppo di lavoro istituito dal ministero della Salute: «Sorprendono le parole del ministro Balduzzi che sembra non conoscere o almeno non prendere in considerazione le relazioni che centinaia di studi scientifici pongono tra una sostanza come la diossina e l’insorgenza di tumori». Il senatore ribadisce: «Decenni di mancato smaltimento dei rifiuti urbani e di deposito di rifiuti industriali e speciali particolarmente nocivi in discariche illegali, hanno contaminato il territorio – continua Marino – producendo un disastro ambientale che si traduce in disastro sanitario. Napoli e la Campania sono state avvelenate per oltre un terzo di secolo con pesantissime conseguenze per i suoi abitanti così che oggi in questa regione si registra un aumento della mortalità del 9% tra gli uomini, del 12% tra le donne, un aumento anche dell’80% di tumori ai polmoni e allo stomaco, linfomi e malformazioni neonatali, mentre altre regioni italiane assistono ad una diminuzione di queste patologie». «Abbiamo elementi più che sufficienti per sapere fino a che punto il territorio della Campania è intossicato e fino a che punto è compromessa la salute di chi vi vive. Ora – conclude Marino – occorre con urgenza un piano concreto di prevenzione sanitaria e bonifica del territorio che consenta di tutelare seriamente la salute dei cittadini».

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