La guerra di Gaza: una analisi dall’interno della società israeliana

La guerra di Gaza: una analisi dall’interno della società israeliana
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Per quanti hanno giudicato i nostri commenti sul riaccendersi del conflitto in Palestina come ‘prevenuti’, e il nostro pacifismo ‘a senso unico’, riportiamo un articolo del quotidiano israeliano Ha’aretz: “In passato il desiderio di pace teneva unita la società israeliana che cercava di porre fine al conflitto con i Palestinesi e il mondo arabo. Ma in questi ultimi anni sembra che Israele abbia rinunciato alla pace. In Cisgiordania gli insediamenti hanno cominciato a estendersi e il regime discriminatorio basato sul principio ‘una legge per gli ebrei e un’altra per gli arabi’ si è radicato. Israele ha compiuto grandi sforzi per spingere i Palestinesi nelle ‘enclave’, per fare posto a nuovi coloni e poter annettere altre terre. Solo un accordo di pace con i Palestinesi e i Paesi arabi può garantire Israele di poter esistere nella regione con confini riconosciuti, come uno Stato democratico . Non c’è altra via, se non quella del dialogo, del negoziato e del compromesso con i Paesi vicini. Il congelamento delle trattative di pace ha determinato una nuova ondata di violenze e alimentato i timori di una Terza Intifada. Gli incitamenti dei politici di destra, che propongono sempre di più l’uso della forza, minacciano di affogare Israeliani e Palestinesi in fiumi di sangue. L’unica risposta alle dichiarazioni cariche di odio è non arrendersi, ma innalzare la bandiera della pace, e dimostrare che non solo è necessaria, ma possibile”. Ecco, ora aggiungiamo a queste parole che esprimono i timori dell’opinione pubblica democratica in Israele, i bombardamenti indiscriminati su Gaza, l’instabilità della regione del MO, la fragilità delle leadership arabe, l’estendersi dell’estremismo islamico, l’evanescenza delle istituzioni internazionali, la debolezza della politica estera degli Usa e l’inesistenza di quella europea… e abbiamo il quadro in cui il fuoco della guerra divampa.

Ernesto Scelza

Ernesto Scelza, laureato in Filosofia e docente di Storia, è stato leader del Sessantotto e tra i fondatori del manifesto. È stato esponente della Nuova sinistra negli anni Settanta. Giornalista, è stato redattore del settimanale Dossier Sud diretto da Giò Marrazzo, videdirettore di SalernoseraRadio e SalernoseraTv, collegate a Network nazionali, ha collaborato con Michele Santoro a Raitre. Ha collaborato con Gazzetta di Salerno, diretta da Antonio Bottiglieri. Ha operato nel settore commercio con l’estero al Porto di Salerno, ha diretto il Centro Sociale di Salerno facendone un centro di attività culturali e di iniziative sociali. Eletto consigliere provinciale con il Pds e i Ds, ha retto la delega nel settore della cooperazione internazionale e dell’immigrazione. È stato presidente della Consulta provinciale degli immigrati e delle loro famiglie e responsabile dell’Ufficio Pace della Provincia. Portavoce nazionale di Assopace, membro della Presidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani e del direttivo nazionale della Tavola della Pace, tra gli organizzatori della Marcia per la pace Perugia-Assisi. Operatore culturale, ha promosso numerose manifestazioni di approfondimento e dibattito politico-culturale. Ha organizzato i Forum internazionali sull’Iraq, l’Afghanistan, il Libano e il Medio Oriente. Ha fatto parte di numerose missioni internazionali di pace in Palestina, Libano, Iraq e nell’Africa sub sahariana. Da anni è impegnato a diffondere tra le giovani generazioni i contenuti e i valori della Costituzione italiana e i fondamenti della storia repubblicana. Ha pubblicato e curato volumi di politica e storia contemporanea e di politica internazionale.

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