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La guerra dilaga, i pacifisti arretrano

La guerra dilaga, i pacifisti arretrano
di Gennaro Avallone

La guerra continua e si esaspera in Siria. L’esercito di Israele spara contro i palestinesi in mobilitazione costretti da troppi anni nel carcere di Gaza. La Turchia di Recep Tayyip Erdogan bombarda le enclave curde e lo fa in un territorio straniero, quello siriano. Gli Stati Uniti guidati da Trump minacciano rappresaglie in funzione anti-russa e anti-iraniana. L’Arabia Saudita continua a colpire con le armi occidentali i civili in Yemen. Diversi attivisti denunciano da anni i massacri e le violenze dell’esercito siriano. Come scrive Sirin Adlbi Sibai, un’intellettuale ed attivista femminista, musulmana e spagnola, la popolazione siriana sta subendo un genocidio, esito di una guerra mondiale nel suo territorio e sui suoi corpi.

Gennaro Avallone

Gennaro Avallone

Siamo dentro una guerra articolata in più fronti. Da almeno sette anni. Per non parlare dell’invasione statunitense in Afghanistan e Iraq nel 2002 in nome dalla lotta al terrorismo, che ha portato solo a nuove atrocità e alla moltiplicazione delle formazioni combattenti, tra cui Daesh. E per tacere del modo in cui sono state represse le Primavere arabe, in modo particolare in Egitto.

In questa situazione, i movimenti per la pace sono scomparsi. Silenziosi, da anni. E questo è accaduto in quasi tutto il mondo. Contro la guerra americana in Iraq si era costruita una mobilitazione mondiale per dire basta. Il massacro nel più ampio Medio Oriente non sta trovando la medesima attenzione. Anzi. E questo distacco si è associato all’incremento delle politiche e dei sentimenti razzisti in funzione anti-immigrazione. Si è determinato in diversi contesti del mondo, Italia e Europa comprese, un corto circuito tra chiusura nazionale, razzismo e incapacità di chiedere una politica internazionale diversa.

Di fronte alla geopolitica spietata dei gruppi dirigenti delle principali potenze militari, c’è bisogno di un movimento internazionale che riproponga le ragioni della pace e del disarmo. In Italia, questo significa, prima di tutto, pretendere dal Governo che non conceda le basi per far volare altri aerei statunitensi contro la popolazione siriana. Ma significa anche sostenere l’accoglienza delle persone migranti, parte di quell’umanità che sta pagando direttamente la guerra interimperialista.

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