La Lazio ferma la Juve, il Napoli non ne approfitta: resta a -5

La Lazio ferma la Juve, il Napoli non ne approfitta: resta a -5

Un mostro in porta e una traversa da cinque metri: così la Lazio si salva a Torino, senza nemmeno sferrare un tiro verso la porta di Buffon. E così la Juve perde altri due punti e torna ad essere in ansia per il primato. I bianconeri ci hanno anche messo del loro, perché nel primo tempo anche l’extraterrestre Marchetti, nulla avrebbe potuto sul tiro radente di Giovinco, dopo una veronica stupenda, ma il pallone gli è sibilato fuori di pochi centimetri. Così come, dopo aver respinto (è stato uno dei tanti prodigi) una micidiale conclusione dello stesso Giovinco dal limite, la palla è finita sui piedi di Quagliarella, a portiere ancora a terra, ma è stata spedita in bocca al portiere, che nel frattempo aveva avuto il tempo di rialzarsi. Nemmeno sulla traversa piena colpita da Bonucci nel finale ben oltre il dischetto, il portiere ospite avrebbe potuto arrivare, ma evidentemente era scritto così. Altri miracoli su Marchisio e Matri da due passi (doppia prodezza), un altro clamoroso su un tiro di Bonucci deviato e reso quasi imprendibile da Quagliarella, ma i riflessi di Marchetti hanno prodotto un colpo di reni da fantascienza, con un pizzico di fortuna che ha anche assistito il portiere della Lazio, già autore di una prova strepitosa lo scorso anno sempre a Torino. Evidentemente i trascorsi granata, seppur lontani, si sono fatti sentire nel suo inconscio. Ma la Juve non è piaciuta. Sempre devastante la sua potenza, il suo ritmo e possesso di palla, però gli schemi d’attacco sono da rivedere: non basta più la palla filtrante per la punta centrale, perché mancano gli automatismi complementari. Uno su tutti, le ali: Isla proprio non c’è e Asamoah, a dispetto della enorme quantità, ha pasticciato parecchio.
E in serata il Napoli spreca, il Milan soffre ma alla fine riesce a portare a casa con le unghie e con i denti un preziosissimo pareggio. La partita è intensa e vibrante ed i protagonisti la concludono senza più un’ombra di energia addosso. Un particolare inquietante se si considera che la settimana prossima sia Milan che Napoli sono attesi da importanti impegni in campo internazionale. Il Napoli va in doppio vantaggio ma non sa amministrare per il meglio la gara e consente ai rossoneri di tessere la loro tela con pazienza certosina fino a ritrovare il filo del gioco e del gol. Il resto lo fa El Shaarawy, un killer spietato, autore di una implacabile doppietta, che lo lancia in testa alla classifica dei cannonieri in beata solitudine e che restituisce il sorriso ad Allegri ed a tutto l’ambiente milanista. Al Napoli resta il rimpianto per una serie di clamorose occasioni da gol sprecate nella ripresa sul risultato di 2-1 in suo favore. Il terzo gol avrebbe chiuso la porta alla rimonta del Milan ed ora la squadra di Mazzarri si ritroverebbe a tre punti dalla Juve. I partenopei pagano, però, oltre che l’imprecisione degli attaccanti, anche una certa debolezza della difesa che si fa cogliere clamorosamente impreparata in occasione delle due marcature avversarie. Il Napoli trova il gol nei primissimi minuti di gioco – grazie anche ad una clamorosa indecisione di Abbiati – e la partita si incanala tatticamente per il verso giusto per i partenopei. Il Milan infatti è costretto dalla circostanze a sbilanciarsi nel tentativo di raddrizzare la partita e si espone così alle veloci manovre degli azzurri, orchestrate a volte sulle fasce laterali del campo ed in alcune circostanze anche con percussioni centrali. Nonostante lo schieramento messo a punto da Allegri preveda l’uso di El Shaarawy e Bojan di punta, con Boateng immediatamente a ridosso, i rossoneri non riescono quasi mai a rendersi pericolosi. Il Napoli in alcuni tratti si schiera con una linea difensiva a quattro in quanto Zuniga agisce prevalentemente in linea con Gamberini. I padroni di casa, grazie ad uno spunto di Maggio che trova smarcato Insigne a centro area, raddoppiano alla mezz’ora, con Abbiati ancora una volta protagonista in negativo, e da quel momento comincia da parte degli uomini di Mazzarri un più attento controllo del gioco. A riequilibrare l’incontro ci pensa però, proprio allo scadere della prima frazione di gioco, ancora una volta un irresistibile El Shaarawy che rimette in discussione l’esito della gara. Ed infatti nel secondo tempo la squadra di Allegri scende in campo con un piglio diverso e mette sotto pressione gli azzurri. Il Napoli riesce comunque a procurarsi due limpidissime occasioni da gol, prima con Cavani e poi con Hamsik che non sa però a concretizzare. La gara in questa fase diventa convulsa ed a tratti vibrante. Il Milan si riversa nella metà campo dei partenopei i quali però rispondono colpo su colpo. La differenza tra le due squadre è una soltanto, il bomber d’aria di rigore. El Shaarawy non fallisce un colpo mentre sull’altro fronte gli errori si sprecano. E così quando il Faraone, ad otto minuti dalla fine, raddrizza il risultato, si capisce che per il Napoli l’occasione di agguantare la vittoria è definitivamente sfumata.

m.amelia

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