Lun. Ago 26th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La legge di Murphy

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di Nicoletta Tancredi
di Nicoletta Tancredi

imageStasera a letto presto. No, non l’ho detto alle mie figlie! Farebbero il contrario. Eppure in cuor mio, silenziosamente, gioisco, perché sarà così. Lo so per certo.
Camilla, come sempre, a una cert’ora crolla. L’osso duro è Paola. Ma stasera anche la figlia nottambula, l’aspirante metronotte, la prima alunna d’asilo alla ricerca di scuola serale, proprio lei, che solitamente tirerebbe, e tira, tranquilla fino all’una, si addormenterà più o meno assieme alla sorella. Si dà il caso, infatti, che stamattina sia stata svegliata, e con successo, alle 9,30. Quasi a metà mattinata per la maggior parte degli animali bipedi in questa parte del mondo. Ma per lei l’alba.
E così, mentre Camilla prende sonno, dolcemente nella sua culletta, attaccata al ciuccio arancio, mi godo la vista di Paola, ancora attiva nei suoi giochi serali. Tende al capriccio, il che è preludio di sonno. Ma la lascio libera. Non intervengo. Non propongo. Aspetto che sia lei a chiedermi “lattuccio e ninna”. Le due parole più soavi che una mamma di una bambina di due anni e mezzo (più una di poco più di un anno e un terzo/a in grembo) possa sentire, dopo una giornata no stop.
Dunque, me ne sto al pc. Leggo qualche notizia, sto un po’ su facebook: guardo qualche foto, clicco un paio di “mi piace”. Qualche altra cosa non mi piace per niente, ma l’opzione “non mi piace” non c’è. Condivido una vignetta simpatica. E chatto.
Dall’altra stanza soave silenzio: Camilla dorme placida. Qui, invece, è questione di minuti. Lo so!
E continuo a chattare, spensierata come un’adolescente. O forse le adolescenti sono meno spensierate di me in questo preciso istante. Con le loro crisi, i dubbi, le incertezze. Io, invece, mi sento appagata, serena. Inoltre, mancano pochi minuti alle dieci e tra un po’ in questa casa, come non accade mai, ci sarà il silenzio totale.
image“Aiuto, mammaaaaaaaaaaaa!”
Un pianto improvviso sconvolge Paola. E me.
“Ma che succede?”
“In bocca…blahh…blahh…. Aiuto!”
“Ma cos’hai?”
Paola piange disperatamente.
“Mamma, mamma, la bocca… mamma, gli occhi!”
Ma cosa avrà preso? Allungo lo sguardo sulla tavola ancora da sparecchiare: i piatti di uno spaghettino, devo dire ben riuscito, due bicchieri, un biberon e un ciuccio e il …. oh no! Il peperoncino! Una polvere rossa risalta sulla tovaglia bianca. E negli occhi di Paola: sembrano di fuoco!
Paola piange a squarciagola. “Amore di mamma, ti pizzicano tanto?”
Paola strilla tanto che pare che pianga doppio. Ah no! Questa è l’eco di Camilla che ha cominciato a strepitare dall’altra stanza. Che serata!
D’altro canto l’avevo detto che Paola e Camilla stasera si sarebbero addormentate più o meno alla stessa ora.

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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