La letteratura epica è viva, così si spiega il Nobel a Mo Yan

La letteratura epica è viva, così si spiega il Nobel a Mo Yan
Foto: gqitalia.it

Chi l’ha detto che i cantori epici non vanno più di moda e che lo scrittore debba innanzitutto essere “impegnato”? Perché considerare Falulkner e Garcia Marques esempi superati e datati di letteratura? In questa chiave di recupero della epicità e della prosa lussureggiante va inquadrata la scelta di conferire al cinese Mo Yan il Premio Nobel della Letteratura 2012. La giuria ha infatti evidenziato “il suo realismo allucinatorio” che “narra racconti popolari, storici e contemporanei. Dopo la Medicina, la Chimica e la Fisica, è così arrivato il premio più atteso, annunciato a Stoccolma dal segretario permanente dell’Accademia Reale Svedese, Peter Englund. Lo scorso anno venne assegnato allo scrittore svedese Tomas Tranströmer.
Mo Yan (pseudonimo di Guan Moye) è nato nel 1955 ed è cresciuto a Gaomi nella provincia di Shandong, nel nord-est della Cina. I suoi genitori erano agricoltori. Tra le sue opere più famose ”Sorgo Rosso”, da cui nel 1987 il regista Zhang Yimou trasse l’omonimo film con cui vinse l’Orso d’oro a Berlino. Il romanzo raccontva la storia della Cina a partire dalla sanguinaria invasione giapponese fino agli inizi della Rivoluzione culturale, attraverso le vicende di un bandito e della sua contraddittoria famiglia.
Yan ha anche scritto opere teatrali e sceneggiature cinematografiche, tra le quali ”Il sole ha orecchie” e ”Addio mia concubina”.
“Sono stato molto felice quando ho sentito la notizia del premio”, ha commentato Mo Yan all’agenzia semi ufficiale China News service, che lo ha raggiunto al telefono nella sua casa di Gaomi, nella Cina orientale. “Tuttavia – ha aggiunto – non penso che vincere il premio significhi qualcosa. Penso che la Cina abbia molti grandi scrittori le cui opere possono essere apprezzate dal mondo. Ora intendo concentrarmi sul mio nuovo lavoro”, ha proseguito lo scrittore, spiegando di essere in attesa di venir contattato dal comitato del Nobel per conoscere i dettagli e decidere “se andare in Svezia a ritirare il premio”.
Si tratta del secondo Nobel per la Letteratura attribuito ad uno scrittore cinese. Nel 2000 il riconoscimento andò a Gao Xingjian, scrittore e pittore che diversamento da Mo Yan ha lasciato la Cina per la Francia, nel 1987. Un premio poco gradito dalle autorità cinesi che, durante la Rivoluzione Culturale lo avevano mandato in un campo di rieducazione.
Oltre a ”Sorgo Rosso”, la casa editrice Einaudi ha pubblicato di Yan i romanzi ”L’uomo che allevava i gatti” (1997), ”Grande seno, fianchi larghi” (2002), ”Il supplizio del legno di sandalo” (2005) e ”Le sei reincarnazioni di Ximen Nao” (2009).

redazioneIconfronti

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