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La perdita del lavoro aumenta del 35% il rischio di infarto

La perdita del lavoro aumenta del 35% il rischio di infarto
di Vincenzo Pascale (da NY City)

Che il lavoro incidesse profondamente sulla salute è ormai un dato fuori discussione. Di questi tempi però anche la disoccupazione o la perdita del lavoro incidono pesantemente sullo stato fisico dei lavoratori. Uno studio pubblicato on line da The Archive of Internal Medicine mostra come la disoccupazione e la perdita del posto di lavoro aumentino notevolmente il rischio di infarto. In uno studio condotto in un arco di tempo che va dal 1992 al 2010 con intervista e colloqui condotti ogni due anni su 13mila persone di età compresa tra i 51 anni ed i 71 anni, la ricerca ha appurato che il rischio di infarto in questa fascia d’età aumenta del 35 per cento in caso di disoccupazione o di perdita del lavoro. Nel caso invece di perdita di un successivo lavoro il rischio di infarto aumenta di un altro 22 per cento, sino a raggiungere il 63 per cento in caso di perdita di un terzo lavoro (successivo ai primi due). La magnitudine del rischio d’infarto dovuta alla perdita del lavoro, sostengono i ricercatori della Duke University, è pari a quella dell’ipertensione e del diabete. Non conosciamo i meccanismi di tale fenomeno – sostiene in professor Matthew Dupre della Duke University – ma sappiamo per certo che la perdita del lavoro aumenta il rischio di infarto.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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