Mer. Set 18th, 2019

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La Rai vìola gli accordi, cancella le onde medie e costringe al fruscìo

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Addio all'AM non solo per la stazione di Napoli-Marcianise

Foto: radiolawendel.blogspot.com

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Addio alle onde medie. Non solo alla stazione di Napoli-Marcianise. La fine delle trasmissioni della notte tra il 17 e 18 settembre pare sia solo il preavviso della fine di ogni tipo di trasmissione tramite onde medie in Italia. Dopo lo spegnimento dell’impianto di Napoli, infatti, stando a quanto si legge da forum di settore e da siti dedicati al mondo della radio e della televisione, chiude anche la stazione di Caltanissetta. Anche in questo caso, pare, senza alcun preavviso da parte del fornitore del servizio pubblico che, beffardamente, il giorno della chiusura dell’impianto di Marcianise, trasmetteva ancora le istruzioni su come ascoltare l’audio della prima serata di Rai1 in onde medie.
In mancanza di informazioni ufficiali e di preavviso allo spegnimento delle antenne, pare che l’azienda di Viale Mazzini sia intenzionata a non trasmettere più sulle onde medie.
Il sito Italradio (italradio.org) fa un elenco delle stazioni radio in AM che sono state spente negli ultimi tempi senza una valida motivazione o quantomeno con un preavviso: Bari per furto di apparati; Bologna per mancata attuazione dello spostamento dell’impianto; Napoli per fine locazione del terreno; e ultima in ordine di tempo Caltanissetta per motivazioni tuttora ignote.
In Rete, intanto, monta il malcontento degli utenti delle onde medie: prevalentemente persone costrette a viaggiare per lavoro che trovavano molto più comodo sintonizzare la radio sulla stazione 657 AM anziché essere costretti a cambiare periodicamente frequenza FM durante il tragitto. La radio in FM è maggiormente a rischio di interferenze e il sistema di ascolto in RDS (quello che dovrebbe garantire un cambio di frequenza automatico durante gli spostamenti) non sempre funziona come dovrebbe.
Nessuna frequenza radiofonica – lamentano i radioascoltatori – raggiunge la stessa copertura capillare ed estesa che è possibile con le onde medie.
Eppure la Rai sarebbe tenuta da Contratto di servizio del biennio 2010/2012 a trasmettere anche in onde medie. L’articolo 24 del Contratto di servizio 2010/2012, denominato “Radiodiffusione sonora” stabilisce che «Il servizio di radiodiffusione sonora in modulazione di ampiezza viene svolto attraverso gli impianti a onde medie di cui all’allegato 1. La Rai si impegna a presentare al Ministero, entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente Contratto, un progetto di razionalizzazione del servizio di radiodiffusione sonora in onde medie, finalizzato alla riduzione dei campi elettromagnetici irradiati, che garantisca al tempo stesso la copertura delle principali aree metropolitane e renda possibile la sperimentazione della modulazione digitale in standard DRM». Purtroppo, però, come riporta Italradio, gli allegati al Contratto di servizio non sono consultabili on line dai diretti interessati. L’articolo 36 del Contratto di servizio pubblico della Rai precisa, infatti, che «gli allegati che costituiscono parte integrante del Contratto non sono soggetti a pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Tali allegati sono depositati presso la Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione del Ministero».
Insomma, non ci sarebbe modo, al momento, di consultare quali sono gli impianti prescelti dalla Rai per garantire copertura così come stabilito dal Contratto di servizio.
Intanto l’area metropolitana di Napoli è da una settimana oramai senza trasmissioni in onde medie. E’ il caso, allora, di dire: fine delle trasmissioni? I nostalgici sono serviti!

Addio alle onde medie, spenta la stazione di Napoli-Marcianise

 

 

 

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