La realtà smentisce Monti: disoccupazione giovanile al 34,3%

La realtà smentisce Monti: disoccupazione giovanile al 34,3%
Mario Monti al Meeting Cl

Dramma del lavoro che non c’è per i giovani italiani: il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) secondo le ultime rilevazioni si è attestato al 34,3%. Un livello altissimo anche se in diminuzione di un punto percentuale. Un “esercito” in cerca di lavoro: 608 mila giovani disoccupati, che rappresentano il 10,1% della popolazione di questa fascia d’età. Sono quindi proprio i giovani le prime vittime della crisi economica che avanza in Europa anche se le differenze tra i diversi partner sono rilevanti: rispetto ad un tasso di disoccupazione al 22,6%, la Grecia mette a segno un vero e proprio record negativo. Atene conta infatti una disoccupazione giovanile più che doppia rispetto alla media: il 58%. Cioè un giovane su due è a caccia di lavorio e non lo trova. Non a caso invece la Germania può contare su un tasso di disoccupazione giovanile bassissimo. Il più basso del Vecchio Continente: un settimo di quello greco, un quarto di quello italiano, il 7,9%. Tornando all’Italia se è vero che la disoccupazione giovanile è in discesa (- 1 punto a giugno su maggio), non è così su giugno 2011: in termini tendenziali segna un deciso aumento, pari a 6,6 punti percentuali. Guardando alle differenze di genere, il tasso di disoccupazione maschile sale di 0,3 punti su maggio, portandosi al 10%; anche quello femminile segna un rialzo di 0,3 punti e si attesta al 12%. Nel confronto tendenziale il tasso di disoccupazione maschile sale di 2,9 punti percentuali e quello femminile di 2,5 punti.
Dati che però stridono rispetto a quanto detto oggi dal Premier Mario Monti al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione: nelle sue parole c’è stato un certo, moderato, ottimismo e la fiducia nei progressi che, a suo avviso, l’Italia ha compiuto in questi ultimi mesi grazie anche alla collaborazione delle forze politiche. Il presidente del Consiglio si dice convinto – ma i dati dicono altro – che oggi il Paese si trovi in una situazione migliore di quella in cui versava lo scorso anno: «La crescita è il cuore della attività del governo – ha detto Monti -. Mai abbiamo pensato che le riforme fatte in questi mesi con intensità fossero sufficienti a far salire la crescita e l’occupazione. Per questo ci vuole più tempo, ma l’insieme di queste azioni osservato dai mercati ha dato luogo alla diminuzione dei tassi consentendo al processo di crescita di ripartire». Poco più di tre quarti d’ora di intervento, contrassegnati da una decina di applausi (peraltro misurati) e una sola concessione al sorriso, quando una cassa acustica ‘dispettosa’ ha emesso un rumore così forte da far sobbalzare la sala e indurre Mario Monti a dire: «Se era un segnale per dirmi che il mio tempo è scaduto, è stata davvero convincente». Quello di Monti al Meeting dell’amicizia è stato un intervento all’insegna della sobrietà. Chiamato a trattare il difficile rapporto tra i giovani e la crescita economica, Monti ha concesso davvero poco, come suo costume, alla spettacolarità. Non ha cercato l’applauso ma si è preoccupato più che altro di spiegare ciò che sta facendo il governo per rimettere in moto il Paese. Al punto tale che, il Professore se ne è accorto e lo ha ammesso sottolineandolo in un passaggio del suo intervento. «Scusate se nel mio discorso c’è una mancanza di spunti lirici», ha commentato strappando il consenso della platea. Il presidente del Consiglio ha continuato a prendere appunti mentre prima di lui parlavano Emilia Guarnieri e Giorgio Vittadini. Quando è toccato a lui il primo riconoscimento lo ha dedicato a Giorgio Napolitano. «E’ un onore essere qui oggi e avere lo stesso ruolo che ha avuto al Meeting l’anno scorso il presidente Giorgio Napolitano», ha dichiarato tra gli applausi del popolo ciellino.
«Qui, oggi, vorrei chiedermi se davvero siamo ancora in crisi. Un anno fa lo eravamo di certo ma forse non ne avevamo la effettiva percezione. Siamo in una fase in cui c’è possibilità di avere grandi speranze», è stato un altro passaggio contrassegnato dall’ottimismo sottolineato dagli applausi. Parlando dell’euro ha raccomandato che la moneta unica «non deve e non può rischiare di diventare un fattore di disgregazione». Poi ha fatto appello alla coesione europea e alla collaborazione e alla solidarietà necessarie anche all’Italia. «Dobbiamo aiutarci tutti insieme a trovare una strada decorosa -ha affermato- magari facendo qualche sacrificio come investimento per vedere con maggiore ottimismo il futuro». Due dei passaggi rimarcati dagli applausi sono stati la determinazione con la quale il governo vuole continuare a lottare contro l’evasione fiscale e la soddisfazione per aver rinnovato il consiglio di amministrazione della Rai «riuscendo ad allontanare i partiti dall’azienda e restituendole quell’autonomia di cui ha bisogno». Infine quello che Monti ha definito un “suggerimento” che sommessamente vorrà trasmettere ai vertici della Rai: «Nei servizi giornalistici mi piacerebbe non sentire più chiamare “furbi” gli evasori fiscali».

m.amelia

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