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La Regione Campania taglia le auto blu ma parentopoli resiste

La Regione Campania taglia le auto blu ma parentopoli resiste

In Regione Campania addio alle auto blu, al rimborso per la telefonia mobile e all’indennità di funzione ad agosto. Tagli alle vetture di rappresentanza anche per società e agenzie regionali, aziende sanitarie locali e ospedaliere. Anche se sulla norma “anti-parentopoli” i consiglierei regionali della Campania non hanno voluto perdere i propri privilegi. Il Consiglio regionale della Campania ha votato all’unanimità il testo di legge bipartisan ‘Campania Zero’, norma anti sprechi. La Campania – secondo quanto è stato sottolineato nel corso della seduta – diventa così la prima regione “deautobluizzata” d’Italia e, l’uso dell’auto di servizio, è consentito soltanto ai presidenti della Giunta regionale e del Consiglio. La vera e propria rivoluzione è che gli assessori regionali non hanno più l’auto di servizio.
Entro novanta giorni dovrà essere predisposto un piano di dismissione delle autovetture del parco macchine, predisponendo anche un elenco dei servizi essenziali ai quali non si applica la norma. Abolite anche le consulenze esterne, così come il rimborso per spese di telefonia mobile, in tutta l’Amministrazione regionale. La legge Campania Zero prevede l’istituzione del Registro telematico per le compensazioni debiti-crediti e sarà poi la Giunta regionale, con proprio regolamento, a definirne modalità e criteri di funzionamento. Previsti particolari criteri di incompatibilità: non potranno essere nominati o designati negli enti di pertinenza regionale, i parlamentari italiani ed europei, i presidenti, gli assessori e i consiglieri provinciali, i presidenti e gli assessori delle comunità montane, i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali. Stop anche all’indennità di funzione per i consiglieri, che, non sarà riconosciuta ad agosto, quando uffici e segreterie restano chiusi. Il coraggio di una vera e propria rivoluzione per fermare in Regione lo scandaloso fenomeno delle consulenze e degli incarichi affidati ai parenti di consiglieri e assessori, però, è mancato: nell’ambito della discussione sulla stessa legge, il consigliere regionale della Campania aveva proposto una norma anti-parentopoli, che prevede l’esclusione dalle nomine della Regione dei parenti di consiglieri ed assessori regionali entro il quarto grado in linea retta e collaterale, ovvero sia per figli e nipoti, sia per fratelli e coniugi. In sede di Commissione, quindi prima di approdare in Consiglio regionale, la norma de La Destra è stata eliminata dal testo unificato sul quale si stava lavorando.
Un’ultima modifica poi riguarda l’abolizione dell’istituto del voto segreto ed emendamenti ammessi in aula solo se firmati dalla maggioranza dei capigruppo: sono due punti del nuovo regolamento proposto. Il voto segreto resterà in piedi solo per questioni che riguardano la persona. Per gli emendamenti, la ratio è evitare che vengano presentati all’ultimo minuto correttivi che possano stravolgere l’impianto di una legge.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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