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La Regione per calmare l’Ue progetta impianti per i rifiuti

La Regione per calmare l’Ue progetta impianti per i rifiuti

Per il momento ci sono solo i soldi (una parte) per i progetti e gli studi di fattibilità per nuovi impianti di trattamento di rifiuti ed una o due discariche in provincia di Napoli e Salerno. Si tratta di 4 digestori anaerobici presso gli Stir di Avellino, Casalduni, Santa Maria Capua Vetere e Battipaglia oltre a un gassificatore nel casertano, una o due discariche per le province di Napoli e Salerno e un termovalorizzatore per le ecoballe nel giuglianese. Al momento si tratta di un cofinanziamento delle anticipazioni dei costi della progettazione preliminare e degli altri preliminari accertamenti tecnici, da effettuarsi a cura dei commissari e messi a disposizione da palazzo Santa Lucia grazie a una tranche del Fondo sviluppo coesione (Fsc) garantiti da Bruxelles. Tutto ciò significa che al momento la Regione “tenta di calmare” l’Ue avviando solo il finanziamento per i progetti, elemento che diviene parte integrante di quel piano inviato dalla Regione (d’intesa con Province e Comuni) al governo e poi trasmesso da Palazzo Chigi alla Commissione europea nel tentativo di scongiurare la maxi-multa più volte minacciata da Bruxelles. L’obiettivo di Palazzo Santa Lucia per il 2016 è fare in modo che fra quattro anni il ciclo dei rifiuti entri a regime. «Le spese ammissibili riguardano esclusivamente quelle necessarie per la progettazione preliminare e gli altri preliminari accertamenti tecnici ancora non realizzati e finalizzati alla definizione di programmi dei singoli commissari; ovvero sono ammissibili le sole spese tecniche per le progettazioni e gli altri accertamenti tecnici», è scritto nella delibera di giunta del 6 settembre scorso. A fare la parte del leone, è chiaro, è il termovalorizzatore che dovrebbe smaltire quelle 6 milioni di tonnellate di ecoballe accatastate tra Napoli e Caserta. E, quindi, 800 mila euro nelle disponibilità di Alberto Carotenuto, preside della Facoltà di Ingegneria della Parthenope in qualità di commissario ad acta. «Caratterizzazione del rifiuto mediante azioni di carotaggio dei rifiuti stoccati, nonché progettazione preliminare, per l’affidamento della realizzazione e gestione dell’impianto di termovalorizzazione, alla stregua di quanto previsto nel piano stralcio», lo studio preliminare previsto per il megaimpianto. Centomila euro invece per ognuno dei quattro impianti di biodigestione presso gli Stir e per il gassificatore e 500mila euro per il viceprefetto Ruberto in qualità di commissario per le discariche da individuare nelle province di Napoli e Salerno. Soldi che dovrebbero rientrare nelle casse statali attraverso il project financing e la successiva gestione ai privati. Nella delibera, infatti, è esplicitamente previsto come «negli atti di gara e nel successivo atto di concessione dell’opera da realizzarsi, l’impegno del concessionario alla restituzione alla Regione e alla Provincia delle somme rispettivamente erogate per le spese tecniche e di progettazione». Nessun accenno però sull’esatta localizzazione delle discariche ipotizzate, o di dove allocare l’impianto di gassificazione. Circostanza che fa pensare ad un modo, per la Regione Campania, di strappare altro tempo alla Ue senza decidere nulla. E chissà cosa accadrà quando Regione e Province comunicheranno alle popolazioni interessate la decisione finale.

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