La ripetizione di Nagasaki

La ripetizione di Nagasaki

di Rino Mele

La morte è precisa e non v’è riparo: nel dolore del Giappone

per i bombardamenti

di Tokyo e l’incendio di Hiroshima, nel primo minuto del 9

agosto, l’esercito sovietico

conficca un cuneo di fuoco, invade

la Manciuria: gli USA

non vogliono dividere la preda, l’ ammazzano di nuovo,

uccidono il Giappone ucciso

tre giorni prima (si può violare sempre ancora una volta

il corpo che non s’ama). C’erano

le nuvole quella mattina del 9 agosto, su Nagasaki, il pilota

decise di lanciare la bomba

servendosi del radar, gli andò male, morirono

solo quarantamila, in un istante, il tempo di respirare.

redazioneIconfronti

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