Lun. Giu 17th, 2019

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La Rondinaia di Ravello da eremo di Gore Vidal a museo

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Gore Vidal conobbe nel 1948 la Costiera Amalfitana e Ravello, era in viaggio con Tennessee Williams e poi vi ritornò più volte, fino a prendervi casa, nel 1972. Villa La Rondinaia, la storica dimora di Vidal, con terrazze a picco sul mare di Ravello, diventerà un museo. Lo rivela Michele Masneri per Rivista Studio, che ha accolto l’annuncio dell’attuale proprietario, Vincenzo Palumbo, che acquistò la casa di Gore Vidal a Ravello nel 2005. Albergatore, proprietario della vicina villa Maria, Palumbo ha comprato la casa che fu di Vidal dal 1972 al 2005, da sei anni in ristrutturazione. Si pensava per farne un albergo, o un hotel, e invece la dimora amatissima da Vidal, protagonista dei due volumi di memorie, diverrà un museo per celebrare l’autore statunitense. Una frase sintetizza meglio di ogni altra il rapporto tra Gore Vidal e questa antica villa "Io non vivo a Ravello, io vivo alla Rondinaia". Era qui che il drammaturgo, recentemente scomparso, ha trascorso gran parte dell’anno fino al 2005, appunto, quando per dei problemi fisici – un’operazione chirurgica al ginocchio non andata bene - ha deciso di vendere la villa ad una cordata di imprenditori locali, Vincenzo Palumbo ed il figlio Giuseppe che ne sono diventati i proprietari. A dimorarvi nel recente passato sono stati celebri personaggi internazionali, da Italo Calvino a Gianni Agnelli, Paul Newman, James Taylor, Rudol Nureyev, Sting, Bruce Springsteen. Ma la storia della Rondinaia è molto lontana: ad acquistarla, nel 1904 (come molte altre case di mare celebri italiane) fu un inglese, Lord Ernest William Grimthorpe, nipote di quel Lord Grimthorpe massimo esperto vittoriano d'architettura ecclesiastica e orologi pubblici. Anche avvocato, astrologo, autore di un importante trattato su orologi e torri campanarie. Grimthorpe zio progettò il meccanismo del Big Ben e venne molto criticato all'epoca per i suoi interventi architettonici che oggi si definirebbero invasivi. Grimthorpe jr. aveva acquistato e restaurato a Ravello sia villa Combrone, sia la Rondinaia, unite in una sola tenuta fino agli anni Quaranta (poi, a disegnare il parco, era accorsa una illustre giardiniera: Vita Sackville-West). A quel tempo Lucile, seconda figlia di Lord Grimthorpe, scorporò La Rondinaia da Villa Cimbrone e la sua casa cominciò a vivere di vita propria, indipendentemente dalla casa paterna. In entrambe si svolgevano colte discussioni, concerti, spettacoli di teatro e danza. Per tutti gli inglesi venuti a Ravello furono il punto di riferimento culturale, diventando una sorta di cenacolo intellettuale. Questa volta, però, assicura l'attuale proprietario, i restauri della Rondinaia saranno assolutamente filologici. Proprio con l'amico autore di “Un tram che si chiama desiderio”, Tennessee Williams, Vidal arrivò per la prima volta in Costiera, nel 1948. La Rondinaia divenne glorioso avamposto dei suoi ospiti di passaggio in Italia (dalla ‘sorellastra’ Jackie Kennedy a Truman Capote, a Nureyev a John Huston a Orson Welles a Andy Warhol), rivaleggiando per status con un’altra celebre fortezza acquatica aristo-artistica, la Colombaia ischitana di Luchino Visconti. Vidal, felice genius loci di Ravello e consapevole testimonial della Costiera, sapeva di non poter sfuggire al cliché del Famoso Residente: "sembra che ogni città italiana sia sotto tutela di uno scrittore straniero. Capri è famosa per aver ospitato Norman Douglas; Graham Greene viveva ad Anacapri" scrive in Navigando a vista (secondo tomo, 2006). E la Rondinaia doveva essergli piaciuta anche per i precedenti proprietari, e le storie bizzarre. Per la sua particolare posizione, per il panorama che la circonda e per la serie ininterrotta di ospiti illustri, è una delle ville più belle ed originali, non sono della Costiera Amalfitana, ma d'Italia. Certamente negli anni Trenta ci vennero Virginia Wolf ed il marito Leonard; e negli anni Quaranta ci venne Vita Sackeville West. Nel 1938 fece da sfondo alla fuga d’amore del musicista Leopold Stokoswski e Greta Garbo. Negli anni Quaranta e Cinquanta visitarono La Rondinaia personaggi del cinema come Humprey Bogart, John Huston, Jennifer Jones, Peeter Lore, Gina Lollobrigida, Orson Wells, King Widor e Franco Zeffirelli; coreografi come Massine, pittori come Escher e Mirò, scrittori come Truman Capote, Rafael Alberti e Prezzolini, ladies come Jacqueline Kennedy. Nella sua bella Rondinaia, Gore Vidal ha scritto gran parte dei suoi capolavori e solo pochi privilegiati hanno potuto accedere alla Rondinaia, rimasta severamente al riparo da sguardi indiscreti. (m.a.)

Gore Vidal conobbe nel 1948 la Costiera Amalfitana e Ravello, era in viaggio con Tennessee Williams e poi vi ritornò più volte, fino a prendervi casa, nel 1972. Villa La Rondinaia (foto), la storica dimora di Vidal, con terrazze a picco sul mare di Ravello, diventerà un museo. Lo rivela Michele Masneri per Rivista Studio, che ha accolto l’annuncio dell’attuale proprietario, Vincenzo Palumbo, che acquistò la casa di Gore Vidal a Ravello nel 2005. Albergatore, proprietario della vicina villa Maria, Palumbo ha comprato la casa che fu di Vidal dal 1972 al 2005, da sei anni in ristrutturazione. Si pensava per farne un albergo, o un hotel, e invece la dimora amatissima da Vidal, protagonista dei due volumi di memorie, diverrà un museo per celebrare l’autore statunitense. Una frase sintetizza meglio di ogni altra il rapporto tra Gore Vidal e questa antica villa “Io non vivo a Ravello, io vivo alla Rondinaia”. Era qui che il drammaturgo, recentemente scomparso, ha trascorso gran parte dell’anno fino al 2005, appunto, quando per dei problemi fisici – un’operazione chirurgica al ginocchio non andata bene – ha deciso di vendere la villa ad una cordata di imprenditori locali, Vincenzo Palumbo ed il figlio Giuseppe che ne sono diventati i proprietari. A dimorarvi nel recente passato sono stati celebri personaggi internazionali, da Italo Calvino a Gianni Agnelli, Paul Newman, James Taylor, Rudol Nureyev, Sting, Bruce Springsteen. Ma la storia della Rondinaia è molto lontana: ad acquistarla, nel 1904 (come molte altre case di mare celebri italiane) fu un inglese, Lord Ernest William Grimthorpe, nipote di quel Lord Grimthorpe massimo esperto vittoriano d’architettura ecclesiastica e orologi pubblici. Anche avvocato, astrologo, autore di un importante trattato su orologi e torri campanarie. Grimthorpe zio progettò il meccanismo del Big Ben e venne molto criticato all’epoca per i suoi interventi architettonici che oggi si definirebbero invasivi. Grimthorpe jr. aveva acquistato e restaurato a Ravello sia villa Combrone, sia la Rondinaia, unite in una sola tenuta fino agli anni Quaranta (poi, a disegnare il parco, era accorsa una illustre giardiniera: Vita Sackville-West). A quel tempo Lucile, seconda figlia di Lord Grimthorpe, scorporò La Rondinaia da Villa Cimbrone e la sua casa cominciò a vivere di vita propria, indipendentemente dalla casa paterna. In entrambe si svolgevano colte discussioni, concerti, spettacoli di teatro e danza. Per tutti gli inglesi venuti a Ravello furono il punto di riferimento culturale, diventando una sorta di cenacolo intellettuale. Questa volta, però, assicura l’attuale proprietario, i restauri della Rondinaia saranno assolutamente filologici. Proprio con l’amico autore di “Un tram che si chiama desiderio”, Tennessee Williams, Vidal arrivò per la prima volta in Costiera, nel 1948. La Rondinaia divenne glorioso avamposto dei suoi ospiti di passaggio in Italia (dalla ‘sorellastra’ Jackie Kennedy a Truman Capote, a Nureyev a John Huston a Orson Welles a Andy Warhol), rivaleggiando per status con un’altra celebre fortezza acquatica aristo-artistica, la Colombaia ischitana di Luchino Visconti. Vidal, felice genius loci di Ravello e consapevole testimonial della Costiera, sapeva di non poter sfuggire al cliché del Famoso Residente: “sembra che ogni città italiana sia sotto tutela di uno scrittore straniero. Capri è famosa per aver ospitato Norman Douglas; Graham Greene viveva ad Anacapri” scrive in Navigando a vista (secondo tomo, 2006). E la Rondinaia doveva essergli piaciuta anche per i precedenti proprietari, e le storie bizzarre. Per la sua particolare posizione, per il panorama che la circonda e per la serie ininterrotta di ospiti illustri, è una delle ville più belle ed originali, non sono della Costiera Amalfitana, ma d’Italia. Certamente negli anni Trenta ci vennero Virginia Wolf ed il marito Leonard; e negli anni Quaranta ci venne Vita Sackeville West. Nel 1938 fece da sfondo alla fuga d’amore del musicista Leopold Stokoswski e Greta Garbo. Negli anni Quaranta e Cinquanta visitarono La Rondinaia personaggi del cinema come Humprey Bogart, John Huston, Jennifer Jones, Peeter Lore, Gina Lollobrigida, Orson Wells, King Widor e Franco Zeffirelli; coreografi come Massine, pittori come Escher e Mirò, scrittori come Truman Capote, Rafael Alberti e Prezzolini, ladies come Jacqueline Kennedy. Nella sua bella Rondinaia, Gore Vidal ha scritto gran parte dei suoi capolavori e solo pochi privilegiati hanno potuto accedere alla Rondinaia, rimasta severamente al riparo da sguardi indiscreti.
(m.a.)

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