Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La saggezza del web

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di Giuseppe Foscari
di Giuseppe Foscari *
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Strumento ambiguo per eccellenza, il web è stato crocefisso da Umberto Eco che, in un’intervista senza peli sulla lingua, ha sostenuto che esso abbia permesso a molte mediocri persone di poter dire delle sciocchezze e di essere persino letti o commentati da altrettanti superficiali frequentatori del diabolico e globalizzato sistema di comunicazione.

Chi utilizza abitualmente i social sa benissimo che chi lascia un proprio commento non è sempre un avveduto lettore o un esperto in tematiche politiche, culturali, sociali, economiche e quant’altro. Ma si accorge anche dell’esatto contrario. Ossia, vi sono molti lettori, abituati a scorribande quotidiane sui social, che denotano oculatezza, equilibrio interpretativo, saggezza nell’esprimere giudizi personali, hanno delle interessanti intuizioni, mettono in circuito pensieri originali che meriterebbero di entrare in saggi specialistici o su articoli dei migliori quotidiani.

Il web, in effetti, con le sue poliedricità, è molto rappresentativo del tipo di società in cui viviamo, in cui puoi trovare tutto e il contrario di tutto, il discorso da bar e la più sagace riflessione.

Il drammatico caso del terrorismo a Bruxelles è una rappresentazione lampante di questa poliedricità di situazioni e di idee, dalle più superficiali e banali alle più avvedute e stimolanti. Non mi soffermerò sulle prime, giacché quando accadono eventi così tragici il comune sentire si sposta emotivamente dalla parte della lotta ad oltranza all’islam, condannando gli immigrati, leggendo le loro vicende di povertà e fuga dalla guerra con il metro dell’aggressività dei violenti islamici e delle loro truci azioni con cui stanno assediando e intimidendo l’Europa, attaccando il corano, il burka, i riti religiosi, la Mecca, in un intruglio di grossolane idee che sfociano in un solo pensiero: che se tornino a casa loro e si scannino nelle loro terre, perché noi europei, noi occidentali, non c’entriamo nulla.

A parte il fatto che con la globalizzazione ogni singolo problema (religioso, economico, politico) diventa ineluttabilmente un problema di tutti, credo che il web, al netto dello sdegno, delle bandiere pro-Belgio che dilagano sui social, stia mettendo in circuito anche buone idee, che sono molto in sintonia con il mio pensiero. Provo a sintetizzarle schematicamente:

1) la battaglia contro l’Isis non si fa spargendo il seme della violenza, che è esattamente ciò che gli islamici fondamentalisti vogliono per avere terreno fertile nel reclutamento di nuovi adepti, dunque, nessuna guerra di religione, ma tanta reciproca comprensione;

2) la battaglia all’Isis si fa costruendo reti di alleanze dentro il mondo arabo, isolando i fanatici e violenti e soprattutto evitando di fare affare (non solo petroliferi) con l’Isis stesso;

3) l’Isis si può sgominare solo se c’è uno sforzo comune delle intelligence di tutti i grandi paesi per lo scambio delle informazioni per prevenire i possibili attacchi. Ci risulta che persino fra fiamminghi e valloni in Belgio non vi sia cooperazione. Senza la rete e lo scambio delle notizie salta tutto e i fondamentalisti hanno gioco facile;

4) in questo momento, solo il popolo curdo sta davvero combattendo contro l’Isis, ma la Turchia sta continuando a sviluppare la sua personale guerra proprio contro i curdi, per cui questa gravissima contraddizione va assolutamente risolta se si vorranno ottenere dei risultati apprezzabili.

Questa è la parte del web più sana e oculata, che non dà retta a Salvini e a quanti si riconoscono in una crociata antislamica solo per raccattare i voti di paura e di emotività incontrollate.

* professore di storia dell’Europa presso il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e della Comunicazione dell’Università di Salerno

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