Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

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La “santuzza” dei capobastone

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Sant’Agata, la “santuzza” di Catania, è su Facebook. Con due profili. Uno specifico della festa, con oltre quattromila “mi piace”. L’altro del fronte “no alla criminalità organizzata”, dove campeggia la scritta “Io odio la festa mafiosa di Sant’Agata”. La seconda pagina conta tremila adesioni in meno. Eppure un processo reale, non virtuale, c’è. A confermare le ingerenze malavitose per i festeggiamenti di febbraio nel capoluogo siciliano. Pare che la piovra abbia allungato la sua mano per avere dei privilegi durante le celebrazioni. E questi ai clan possono fruttare molto bene.
di Damocle

Sant’Agata, la “santuzza” di Catania, è su Facebook. Con due profili. Uno specifico della festa, con oltre quattromila “mi piace”. L’altro del fronte “no alla criminalità organizzata”, dove campeggia la scritta “Io odio la festa mafiosa di Sant’Agata”. La seconda pagina conta tremila adesioni in meno. Eppure un processo reale, non virtuale, c’è. A confermare le ingerenze malavitose per i festeggiamenti di febbraio nel capoluogo siciliano. Pare che la piovra abbia allungato la sua mano per avere dei privilegi durante le celebrazioni. E questi ai clan possono fruttare molto bene. Lo dicono i pentiti: manipolare il percorso della processione per far sostare la santa sotto casa di un boss nel ’98 costa dai 30 ai 40 milioni di lire. I soldi, frutto di una bisca clandestina, sono spesi per pagare i portatori della candelora, le luci e i fuochi d’artificio. Negli stessi anni, per uno stendardo con il nome della famiglia mafiosa servono 3 milioni di lire. Ma se ne possono incassare anche duecento di milioni, con le piccole offerte dei vari esercenti. Senza contare quelle “imposte”.  Ovvero le estorsioni. Parte del gruzzoletto si spende in armi e cocaina. Anzi talvolta la droga viene usata come denaro contante per i portatori.  Altra fonte di guadagno, la cera delle candelore. È raccolta da una ditta che la paga al chilo, per un totale di 15 milioni di lire al termine delle celebrazioni. Infine, altri guadagni provengono dalle scommesse, ad esempio sull’ora del rientro della Santa in Duomo. Intanto si attende la fine del processo che dura dal 2008. E Chissà se non si sta scommettendo anche sulla sentenza.

 

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