La sconfitta per l’Umanità

La sconfitta per l’Umanità
di Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Mi riesce proprio difficile accettare l’idea che un nuovo diritto riconosciuto per uomini e donne di uno Stato (nel caso specifico l’Irlanda) possa passare nella testa di qualcuno (nella fattispecie il cardinal Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano) come una sconfitta per l’Umanità. Per principio, un diritto che si aggiunge agli altri va accolto come un ulteriore, prezioso, tassello lungo quel tortuoso cammino del genere umano verso la civiltà, la modernità, il progresso, l’emancipazione culturale. Ma, si sa, una parte della Chiesa ha storicamente ostruito quel percorso per arrivare al riconoscimento dei diritti; ha osteggiato la pariteticità uomo-donna, sguainando l’arma della retorica strumentale, quando affermava (tra XVIII e XIX secolo, ma in molte aree depresse e rurali anche ben oltre il Novecento) che la donna rappresentava il diavolo tentatore, e che qualsiasi libertà le si potesse concedere diventava licenziosa e pericolosa per la virtù dell’uomo, notoriamente tale, ossia, pieno di onestà e morigeratezza, per natura e per disegno divino.

E si comportava in modo analogo e sprezzante contro gli eretici che osavano sfidare l’onnipotenza della Chiesa di Roma, ma che, in realtà, ponevano dei seri problemi di mancato rispetto del Vangelo e dei suoi straordinari precetti. E non era da meno la Chiesa quando, tacendo per convenienza, accettava, di fatto, che tra uguaglianza degli uomini prescritta nello stesso Vangelo e schiavitù per ragioni economiche, prevalesse la seconda nel suo stesso disegno di società.

E gli esempi potrebbero continuare veramente a lungo.

Ma, egregio monsignor Parolin, sono ben altre le sconfitte per l’Umanità! Le donne sottopagate rispetto agli uomini; quelle che non riescono a godere dei medesimi diritti; la gente del Sud del mondo che è costretta a migrare per le guerre, la povertà, gli stenti; i bambini che muoiono nei primissimi anni di vita per la miseria e l’indigenza nei paesi africani. Ed è una sconfitta grandissima per l’Umanità l’eterno conflitto tra i ricchi e i poveri del mondo, l’accettazione supina dello scarto fra le economie dei vari Stati, i barconi sospinti verso l’Occidente dagli scafisti e l’odio dei terroristi a qualunque latitudine essi si trovino. E le guerre che ancora ci dilaniamo non sono forse la più grave sconfitta per l’umano genere? E vogliamo tacere della disfatta cocente e crudele che giorno per giorno scontiamo per l’assenza di lavoro, prospettive e speranze per i nostri giovani?

E, anche qui, potrei continuare ad libitum.

Fortuna che neanche molto tempo fa papa Francesco, molto più avanti della schiera di grigi e rigidi burocrati in tonaca, dei quali pure non riesce a liberarsi, ha detto “Chi sono io per giudicare?”, che è un monito per tutti, e anche per monsignor Parolin, che, evidentemente, si erge a giudice e censore.

Fortuna che i cattolici del mondo spesso dimostrano di essere più avanti di chi prova a bacchettarli con crociate di medievale memoria.

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *