Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La scuola pubblica. Quella di cenerentola non è una favola

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di Ernesto Scelza

Ernesto Scelza

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Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

‘Il Sole 24ore’ di qualche settimana fa lamentava come non si possa parlare di alcuna ‘riforma della scuola’ senza ridare dignità e reddito ai docenti. E proponeva un adeguamento (questo sì) ai famosi ‘standard europei’ che prevedono stipendi di 4mila Euro mensili per gli insegnanti delle scuole superiori. Badate: era su ‘Il Sole 24ore’, il foglio storico della Confindustria, che sa che il rilancio dell’economia in Italia, la ‘ripresa dello sviluppo’, deve basarsi sulla qualificazione della ‘forza lavoro’. E quindi sulla motivazione di coloro cui è affidato il compito della formazione dei nostri giovani. E invece cosa scopriamo? Che per 4mila insegnanti non ci sarà copertura per il pensionamento in base alla stessa ‘Legge Fornero’ che stabiliva il diritto alla pensione per coloro che a tutto il 2011 avevano maturato ‘quota 96’ tra anni di anzianità e anni di servizio. Quindi resteranno in ‘servizio forzato’ fino a 67 anni. Per loro nessuna renziana ‘rottamazione’, e per i giovani precari ancora attese. E attenderanno anche i giovani docenti che dovrebbero essere immessi in ruolo questa estate. Per loro si prevede un blocco degli stipendi per 8 anni: la cosiddetta ‘carriera raffreddata’. Ma il Governo esulta per aver ripristinato il regime degli ‘scatti di anzianità’ per i docenti. In realtà il quadro è sconfortante: gli stipendi per l’intera categoria sono bloccati dal 2010, e il loro potere di acquisto dal 2008 al 2012 (ultimo dato ufficiale disponibile) è sceso di 4 punti in percentuale. Altro che 4mila Euro mensili. Altro che ‘standard europei’. Altro che fuoriuscita dalla crisi puntando su formazione, innovazione e ricerca.

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