Mar. Giu 25th, 2019

I Confronti

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La scuole formi e riapra i conti con la storia

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di Luigi Rossi
di Luigi Rossi

arrestat2Scajola e Matacena, Frigerio, Greganti, Luigi Grillo, Cattozzo e Maltauro, Paris, Dell’Utri, Rognoni, Genovese… Non è la formazione della Nazionale che sarà impegnata ai mondiali di calcio in Brasile, ma un’accozzaglia di figuri i quali hanno contribuito a rendere ancora più grave la propensione per la corruzione. Secondo esperti del settore ormai questo comportamento da reprimere è seriale e diffuso. Chi se ne macchia è disposto a vendersi di nuovo convinto dell’impunità, anche perché non è mai solo ad operare, ma trae forza dalla rete che genera un humus sul quale cresce il crimine organizzato. Ne deriva che, a proposito dell’Expo, se sembra logico fermare i colpevoli e non le opere, risulta prioritario intervenire per bloccare, una volta per tutte, azioni così deleterie per il bene comune e per l’immagine del paese, stroncare le tante cointeressenze economiche che li foraggiano.

In mare si continua a morire, mentre l’Europa, frastornata dalla crisi di credibilità, litiga rimanendo insensibile al dramma che si vive nell’inferno eritreo, siriano, libico… La colpevole indifferenza non trova giustificazione nell’ennesima accusa rivolta all’Italia della quale si vorrebbe additare l’inefficienza dichiarando: dite cosa volete! Non c’è bisogno di attendere sollecitazioni se il cuore batte e gli occhi rimangano spalancati di fronte allo strazio dei naufraghi, al dolore dei profughi, alle lacrime dei bambini, ai cadaveri che galleggiano.

L’euroscetticismo ha preso piede per l’incapacità di una adeguata reazione alla crisi che ci ha travolto; tuttavia bisogna riconoscere che il ceto dirigente italiano ha fatto poco per l’Europa, da qui il clima di sfiducia, il marcato astensionismo, la crescita dei partiti populisti che trovano facile ascolto per la geremiade contro l’euro. Invece, i problemi italiani nascono dal cattivo funzionamento dello Stato, dalla farraginosa burocrazia e dalla lentezza della giustizia, situazioni che scoraggiano ad investire e alle imprese rendono difficile l’esistenza. I problemi andrebbero affrontati e risolti dagli italiani, ma vi immaginate l’efficacia operativa del grillo parlante, dei meloni affratellati, del magone bossiano, della vacuità eterea dell’assistente sociale berlusconiano al tramonto? Viene la voglia di gridare: ridateci i padri costituenti, di destra, di sinistra, di centro, non importa, erano prima di tutto italiani e, soprattutto, persone per bene!

Cento anni fa per una crisi di reiterato egoismo alla ricerca di una politica di potenza scoppia un conflitto che da inizio alla guerra civile europea. In un trentennio il continente distrugge quanto aveva costruito nei secoli precedenti. Soltanto la volontà di pochi uomini illuminati e coraggiosi mette riparo alla tragedia dando motivi di speranza con una scelta politica fatta di collaborazione per uscire dalle macerie e continuare a sperare. Inizia il processo di avvicinamento di Stati una volta nemici, si mette in moto il grande sogno dell’Europa unita. È questa la storia che deve essere raccontata ad una scuola che non vuole arretrare per precipitare nella palude, consapevole che la ricetta da offrire ai ragazzi é far loro apprendere come é possibile andare controcorrente.

Le ore in classe sono la grande occasione per formare la persona matura di domani, perciò occorre creare il clima per favorire una esperienza in grado di rinnovare la speranza, sviluppare nei giovani la cultura dell’incontro e della fiducia. Ciò diventa possibile se al centro delle dinamiche educative si collocano i valori senza steccati, pronti a convergere perché ai docenti importa l’alunno, ai ragazzi veramente interessa l’insegnamento del maestro, a tutte le agenzie educative sta a cuore la scuola, la cui missione rimane il saper sviluppare il senso del vero, del bene e del bello, strumento per amare la vita e superare i problemi anche quando si sperimenta la crisi. Tra i banchi si impara a vivere se i ragazzi incontrano testimoni di verità che sanno opporsi con convinzione e determinazione ad ogni bullismo e affrontano situazioni di degrado nella solidarietà generatrice di creatività, empatia e dialogo.

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