La sfida dell’editorialista puro diventato blogger

La sfida dell’editorialista puro diventato blogger

Un giornale on line interamente finanziato dai lettori e senza pubblicità. Fantascienza? O nuove frontiere dell’informazione moderna? Una nuova idea su questo fronte viene dall’America, dove Andrew Sullivan (foto), blogger politico di lungo corso e di alto profilo – come spiega un articolo su Repubblica di oggi – ha annunciato che il suo blog, “The Dish”, lascerà “Daily Beast”, sito che lo ha ospitato negli ultimi anni, per lanciarsi in una nuova avventura interamente finanziata dai lettori.
L’idea di Sullivan è di sicuro originale e innovativa anche se propone un modello usato già dal “New York Times”: homepage aperta a tutti i visitatori, un bonus mensile di articoli lunghi, articoli brevi leggibili da tutti in modo da non perdere gli utenti sporadici e non ancora fidelizzati, politica del link libero (un articolo linkato su un altro sito sarà sempre leggibile “in chiaro”). Ma la novità più particolare è legata all’addio alla pubblicità, ritenuta da Sullivan “invasiva e che rallenta la navigazione”, e dal pacchetto di abbonamento che parte da 19,99 dollari l’anno con possibilità, per chi volesse, di versare al blog una cifra maggiore.
“Noi siamo speranzosi – scrive Sullivan su Dish nello spiegare la novità – che quest’idea possa funzionare. Perché i nostri lettori sono la forza di questo sito, e ci avete dimostrato negli anni quanto profondamente tenete a un dibattito aperto, onesto e stimolante”. E poi un appello ai lettori: “Se ci siete stati vicini in tutto questo tempo, avete tollerato le mie idiosincrasie e i miei crolli, se, come è, ci avete aiutato a creare Dish, semplicemente speriamo che ci aiuterete a mantenere in pista lo spettacolo in maniera sostenibile e permanente”.
Il costo dell’abbonamento annuale ha spinto più di qualcuno a definire l’idea di Sullivan come una scommessa da venti dollari l’anno. Come riportato da Repubblica, il blogger americano ha schiettamente dichiarato: “Io e i miei colleghi ci facciamo il culo. E ci meritiamo di essere pagati”.
Potrebbe essere questa la soluzione alla crisi dell’editoria? Sarà solo il tempo a dirlo: il futuro dell’informazione potrebbe passare anche da qui. Intanto Sullivan si gode il suo primo successo: nelle prime sei ore ha raggiunto la quota di centomila dollari di finanziamento.
L’annunciata novità entrerà in funzione a partire dal primo febbraio di quest’anno all’indirizzo andrewsullivan.com.

Barruggi

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