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La sfida Obama-Romney sull’economia, allo sfidante il primo round

La sfida Obama-Romney sull’economia, allo sfidante il primo round
di Vincenzo Pascale

Foto: guardian.co.uk

Primo round a favore dello sfidante Romney. È questo il verdetto unanime uscito ieri sera dal primo dibattito presidenziale svoltosi a Denver in Colorado. Il dibattito presidenziale tra Obama e Romney, moderato dal giornalista indipendente Jim Leher, è stato quasi interamente incentrato sulle ricette economiche che i due sfidanti intendono mettere in campo per risanare l’economia Americana appesantita da un alto tasso di disoccupazione e da un debito pubblico straordinariamente alto e che continua a crescere. I due candidati si sono presentati al dibattito fornendo un’immagine inconsueta, rispetto a quella oggi consegnata ai media ed agli elettori: Romney sicuro di sé, aggressivo, capace di tenere le sue posizioni, ma soprattutto con un disegno politico preciso di quella che sarà la sua America in caso di vittoria. Obama, presidente uscente, è apparso stanco, incapace di incalzare lo sfidante con una proposta economica precisa per risanare l’economia. A tratti è sembrato smarrito, poco aggressivo , ma soprattutto incapace di rintuzzare l’assillante messaggio di Romney: la classe media americana oggi sta peggio di quattro anni fa. Ed è proprio con i voti della classe media che Obama costruì la sua vittoria. Altro tema sul quale Obama ha stentato a presentare una sua idea convincente è stato quello della tassazione alle piccole imprese che ormai si aggira intorno al 51%. Obama ha rilanciato concentrandosi sulla definizione di piccola impresa agli occhi dei repubblicani: dicendo che per loro anche l’impresa di Donald Trump (tycoon dell’edilizia americana) è una piccola impresa. Ma lo ha fatto con tono stanco ma soprattutto poco convincente. Ha rilanciato l’idea di riportare negli USA decine di industrie e posti di lavoro che erano stati delocalizzati per l’alto costo del lavoro, rilanciando l’idea di trattamento fiscale più favorevole e alle industrie americane che rientrano in USA. Su un’istanza politica i due sfidanti si sono tenuti lontani: quella della enorme spesa militare che drena immense risorse all’economia della nazione. Nessuno dei due contendenti ha osato aprire questo capitolo della spesa pubblica americana coscienti che danneggerebbe la corsa alla Casa Bianca. Ora I riflettori si concentreranno sul dibattito dei vicepresidenti, Biden in carica e Ryan sfidante, in attesa del terzo ed ultimo incontro che verterà sulla politica estera. Intanto l’America e la sua classe media si continuano ad interrogare sul proprio futuro economico e su quello dei loro figli che stanno per lasciare l’università ed affacciarsi al mondo del lavoro.

 

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