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La speranza indigente e la morte dei sogni

La speranza indigente e la morte dei sogni
di Carmelo Currò

sorrow“Fiat mihi secundum verbum tuum”. “Si faccia di me secondo la tua parola”. Il Vangelo di S.Luca riporta letteralmente la frase di Maria quando la conoscenza del piano di Dio irrompe nella sua vita, all’annuncio dell’Angelo. Una persona del tutto umana si trova a essere coinvolta in un progetto che di umano sembra non avere niente e che all’apparenza richiede un’accettazione completa. Dov’è la nostra libertà? potrebbe dire qualcuno. Dov’è la libertà dell’uomo, costretto ad aderire o a subìre le scelte del Cielo. Di un cielo così lontano come sembrano lontani gli azzurri stessi da cui è disceso l’angelo, da dove provengono gli ordini, le prove, i dispiaceri.
Ma, pure, dov’è la nostra libertà quando noi dobbiamo subìre la parola degli uomini, le azioni dei delinquenti, i soprusi dei violenti e le incapacità dei politici? Quanto è duro ribellarci a quelle parole, allora. Quanto ci costa denunciare, parlare, controbattere, opporci.
La paura, l’omertà, il rispetto umano, ci inducono a ripetere: “fai quello che dici” o “lascio che tu faccia quel che ti pare”, senza che venga opposta da noi alcuna riserva ad azioni, pensieri, articoli, programmi che in realtà violano la parola divina e la nostra libertà. Eppure la Madonna stessa, prima di pronunciare un “si” da cui dipende il compimento dei piani stessi del Creatore, oppone una riserva senza timore: “Come avverrà questo, se io non conosco uomo?”.
Dunque, la volontà di Dio (che tante volte ci hanno detto vuole prevalere e dominare l’uomo) pare che sia meno opprimente, dura, impositiva, di quelle parole degli uomini che ci costringono a quotidiana servitù morale, intellettuale e materiale; e che ci obbligano a compiere frequentemente la volontà degli altri, a discapito dei nostri legittimi desideri. Pensate a quanti giovani e non giovani hanno smesso di sognare. Un tempo in Unione Sovietica non si poteva scegliere che cosa mangiare poiché si era obbligati ad acquistare i prodotti che avevano i negozi per la gente comune. Oggi non si può scegliere il lavoro che si vuole, non ci si può sposare, avere il prestito per comprare una casa, e persino per gli alimenti stiamo iniziando a mangiare quel che si può acquistare dopo che oltre un ventennio di scelte sbagliate dei politici ha ridotto tanta parte della nostra popolazione a risparmiare anche in questo settore.
Le parlamentari italiane si sono vestite di bianco per protestare sull’alternanza di genere. Perché non si pensa anche all’alternanza di alimentazione, di possibilità, di lavoro? È terribile che, fra le molte imposizioni umane, l’Italia dovrà ancora una volta sopportare l’imposizione di nomi scelti dall’altro, visto che sulle preferenze si è ottenuto poco o niente, e che tutta la novità promessa da Renzi e Berlusconi ruota intorno alle soglie di sbarramento per entrare nel futuro Parlamento. Renzi ha promesso 85 euro in più al mese nelle buste paga. Che cosa può comprare un padre di famiglia con 85 euro in più al mese? E che cosa accadrà ai disoccupati o ai pensionati che di euro in più non avranno niente?
Ancora una volta parole ideate, studiate, centellinate, espresse, scritte e commentate ad arte, si dimostrano ben lontane dalla sentenza evangelica: “Il vostro parlare sia: si si e no no”. Le visioni e i programmi dei politici ormai non promettono più paradisi e terre promesse. Churchill promise agli Inglesi lacrime e sangue ma nella prospettiva di una vittoria in cui credeva strenuamente. Oggi gli Italiani sono chiamati quotidianamente al loro compito di versare danaro, lacrime, sangue e sacrifici, senza avere le prospettive di una vittoria. Gli inglesi ebbero i bombardamenti, noi gli esodati e i disoccupati.
Non sono disoccupati tuttavia i figli, i nipoti, le amanti di infiniti politici e dei loro portaborse. Sono loro quelli che ancora possono consentirsi di sognare e progettare. La “dama bianca” sorpresa con chili di droga mentre rientrava da Caracas, aveva sognato un posto di lavoro e l’aveva ricevuto dalla Polverini; poi un viaggio all’estero in una delegazione politica e l’aveva ottenuto da Berlusconi che se l’era portata in Canada.
Perché sottrarre la speranza a tanta gente, invece? Stiamo diventando come coloro che vediamo in televisione, come i bambini africani moribondi di fame. Intorno a noi decine di persone si tolgono la vita, eppure per dimenticarli basta cambiare canale e vedere i presentatori mostrare una realtà artificiale di giovani, salutisti ed ottimisti.
Il nostro silenzio è un peccato mortale.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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