La strage al Charlie Hebdo e la trappola dell’intolleranza

La strage al Charlie Hebdo e la trappola dell’intolleranza
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Gli assassini che hanno fatto strage di giornalisti nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo a Parigi, che hanno freddato il poliziotto ferito e a terra mentre si allontanavano, hanno voluto imprimere per sempre, nell’immaginario del mondo civilizzato il segno di una loro irriducibile e terrificante visione del mondo. Hanno voluto segnare la fine del valore della tolleranza nel Paese di Voltaire, della cultura dell’Illuminismo nella Francia che su questa ha costruito il mondo contemporaneo. E lo hanno fatto assalendo la redazione di un foglio satirico – irriverente e radicale – perché è la libertà di pensiero e di espressione il nemico vero di ogni integralismo. È questo il frutto avvelenato di quanti negli ultimi decenni hanno sproloquiato di ‘scontro di civiltà’ alzando una barriera tra religioni e culture che alimenta estremismi settari e barbari. “Ora aspettiamoci, da noi, gli appelli a chiudere le moschee” ho pensato appena saputo della strage di Parigi. Regalando così agli assassini l’effetto che avevano programmato di ottenere: facendo di ogni islamico un terrorista e di ogni straniero un nemico. Ma le reazioni di alcuni nostri politici imbecilli sono state ancora più irresponsabili: Giorgia Meloni di Fratellid’Italia ha parlato di “dichiarazione di guerra a cui bisogna rispondere”. Matteo Salvini della Lega ha chiesto di “bloccare l’invasione clandestina in corso, subito”. E siamo solo all’inizio. E noi, testardi, ricordiamo: che la follia omicida si combatte con la razionalità e le leggi, che all’intolleranza si risponde con il dialogo. E che è compito dell’Islam isolare e battere chi infanga, con gli orrori e la violenza assassina, la propria religione.

Ernesto Scelza

Ernesto Scelza, laureato in Filosofia e docente di Storia, è stato leader del Sessantotto e tra i fondatori del manifesto. È stato esponente della Nuova sinistra negli anni Settanta. Giornalista, è stato redattore del settimanale Dossier Sud diretto da Giò Marrazzo, videdirettore di SalernoseraRadio e SalernoseraTv, collegate a Network nazionali, ha collaborato con Michele Santoro a Raitre. Ha collaborato con Gazzetta di Salerno, diretta da Antonio Bottiglieri. Ha operato nel settore commercio con l’estero al Porto di Salerno, ha diretto il Centro Sociale di Salerno facendone un centro di attività culturali e di iniziative sociali. Eletto consigliere provinciale con il Pds e i Ds, ha retto la delega nel settore della cooperazione internazionale e dell’immigrazione. È stato presidente della Consulta provinciale degli immigrati e delle loro famiglie e responsabile dell’Ufficio Pace della Provincia. Portavoce nazionale di Assopace, membro della Presidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani e del direttivo nazionale della Tavola della Pace, tra gli organizzatori della Marcia per la pace Perugia-Assisi. Operatore culturale, ha promosso numerose manifestazioni di approfondimento e dibattito politico-culturale. Ha organizzato i Forum internazionali sull’Iraq, l’Afghanistan, il Libano e il Medio Oriente. Ha fatto parte di numerose missioni internazionali di pace in Palestina, Libano, Iraq e nell’Africa sub sahariana. Da anni è impegnato a diffondere tra le giovani generazioni i contenuti e i valori della Costituzione italiana e i fondamenti della storia repubblicana. Ha pubblicato e curato volumi di politica e storia contemporanea e di politica internazionale.

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