Ven. Lug 19th, 2019

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La strage di Aurora e quel maledetto bisogno di armarsi

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La strage di Aurora, alle porte di Denver, nello stato del Colorado ha ancora una volta raggelato l’America ed avviato un intenso dibattito sociale e politico sulla pericolosità del facile accesso alle armi da fuoco. Dopo lo schock e il dolore della nazione sull’ennesima strage della follia, i media e gli opinionisti liberal hanno a lungo invocato una regolamentazione del mercato della vendita delle armi invocando anche l’intervento del Presidente Obama sempre restio a prendere posizioni nette contro la lobby dei produttori di armi da fuoco.
di Vincenzo Pascale (da N.Y.)

La strage di Aurora, alle porte di Denver, nello stato del Colorado ha ancora una volta raggelato l’America ed avviato un intenso dibattito sociale e politico sulla pericolosità del facile accesso alle armi da fuoco. Dopo lo schock e il dolore della nazione sull’ennesima strage della follia, i media e gli opinionisti liberal hanno a lungo invocato una regolamentazione del mercato della vendita delle armi (nella foto: uno dei tanti negozi di armi negli U.S.A.) invocando anche l’intervento del Presidente Obama sempre restio a prendere posizioni nette contro la lobby dei produttori di armi da fuoco. E la risposta del Presidente, seppure tenue, non si è fatta attendere. Il Presidente tornato a Washington ha promesso di rendere l’acquisto delle armi da fuoco più difficile soprattutto per quelle considerate armi da Guerra. Ricordiamo che in certi Stati è possibile acquistare un mitra Kalashnikov alla stessa stregua di una bicicletta o di una autovettura. Arrivare ad una totale revisione dell’accesso a questo tipo di armi da fuoco non sarà affatto un’impresa facile seppur il dibattito mediatico è acceso e l’onta emotiva della strage di Aurora lo alimenta. Intanto la reazione alla stage di Aurora si è subito concretizzata in un aumento della vendita delle armi da fuoco leggere: pistole. È scattata nella psiche degli americani la sindrome dell’autodifesa. La paura di nuovi attacchi presso centri commerciali, cinema, ritrovi sociali è sentita non solo in aree calde (ove forte è il possesso di armi da fuoco), ma anche a New York, dove la polizia presidia cinema, teatri, luoghi di forte aggregazione sociale in cui la sindrome da emulazione di Aurora potrebbe impossessarsi di qualche individuo. Il possesso di un’arma da fuoco in tanti americani soddisfa un bisogno di autodifesa che si materializza in una miriade di casi: dall’attacco terroristico, all’aggressione ideologica: forte durante la guerra fredda, ripresa oggi da certe frange politiche repubblicane che vedono in Obama un presidente che vuole trasformare il Paese in uno stato socialista. L’autodifesa: individuale e della nazione è un tema che va a fondo nella cultura di questo Paese e trova nel possesso delle armi da fuoco un sostegno a questa paura. E sappiamo quanto difficile sia modificare attraverso la legge un valore culturale intrinseco ad una società ed al suo stesso essere in esistenza.

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