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La strana coppia

La strana coppia
di Luigi Zampoli

15863514_MGZOOMDi corsa, sempre, a qualsiasi costo, ovunque, dicendo tante cose, slogan ad effetto, proposte concrete, visioni del mondo che verrà, suggestioni da far sembrare non così irrealizzabili i sogni.
Obama e Renzi, così lontani e così vicini, il maestro e l’allievo, colui che ha potuto e colui che, come ci auguriamo noi italiani, potrà… se glielo faranno fare.
Il passo svelto li accomuna, nell’andare, nel salire e nello scendere, in senso fisico e lato; l’urgenza di mettersi in gioco, di cambiare le cose e di farlo sapere al mondo intero, sbranando il freno più che morderlo.
Il caos calmo italico sembra essere alle spalle, ma in fondo è sempre dietro l‘angolo, la frenesia di Matteo ha raccolto il testimone dal Barack del 2008 eppure siamo ancora ai titoli di testa, mentre il secondo è già al secondo tempo del suo film.
Può il ritmo con cui si fanno le cose incidere sulla sostanza stessa delle cose? La velocità del passo che diventa velocità nel decidere, come condizione indispensabile, di questi tempi, per adottare tutte le migliori decisioni possibili, sembra voler anticipare l’esito di ogni possibile scelta. L’ansia e la fretta di fare la storia ancor prima di scriverla, in un vento che è nato a Chicago, poi è arrivato alla Casa Bianca, quindi ha fatto tappa a Firenze, per poi dirigersi a Roma, al di là degli accenti diversi esprimono un’esigenza impellente non tanto di cambiare il mondo, ma di tenere il passo di quei cambiamenti socio-economici incessanti ed inesorabili che avvengono indipendentemente dalle scelte politiche dei cittadini e dalle leadership.
L’impasse e l’isolamento dell’America pre-Obama avevano delle assonanze con l’Italia degli ultimi anni, paludi che avevano bisogno di essere squarciate da grossi sassi in modo da poter generare le onde di un nuovo corso.
Ci voleva qualcuno che lo lanciasse e che poi iniziasse a correre, un Forrest Gump che, però, a differenza del personaggio cinematografico, sapesse esattamente dove andare.
Una volta stabilita la meta, l’importante è correre e questo, in fondo, vale per tutti, non solo per Obama o Renzi.
Ci tocca essere leoni o gazzelle, non importa, ora è tempo di correre.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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