L’estate della Salerno europea scossa dal tintinnio delle manette

L’estate della Salerno europea scossa dal tintinnio delle manette
di Caterina La Bella

C’è da chiedersi dove sia finita la città europea, la Salerno oasi felice spesso vantata dai suoi amministratori. E’ un vero e proprio terremoto quello che sta scuotendo la città. Arresti eccellenti stanno inquietando una Salerno scossa da indagini che ne minano la tranquillità. Prima la bancarotta del pastificio Amato, la crisi del grandioso progetto dell’Amato Re con il coinvolgimento dell’archistar Jean Nuovelle. poi l’arresto di Peppino Amato jr, dell’ex deputato e sottosegretario del governo Andreotti, Paolo Del Mese, del consigliere provinciale Pdl – Principe Arechi, Antonio Anastasio, e poi sospensive dei lavori, sospensive delle sospensive nel cantiere del Crescent di Piazza della Libertà, fiore all’occhiello del Comune di Salerno. Non resta tranquilla neanche la Provincia di Salerno, Palazzo Sant’Agostino è stato sconvolto da perquisizioni e arresti di 15 persone fra funzionari pubblici ed imprenditori accusati di partecipare alle gare indette dalla Provincia di Salerno concordando le offerte da presentare a tavolino. Senza dimenticare l’inchiesta che ha coinvolto i vertici del Consorzio di Bacino di Salerno con centocinquantaquattro indagati (tra cui anche il consigliere regionale Dario Barbirotti) raggiunte da un avviso di conclusione delle indagini con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alle truffe ai danni dello Stato, peculato, abuso d’ufficio e falsità ideologica.
Ieri l’ennesima tegola per l’anomalo territorio salernitano: in galera, con l’accusa di usura ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso, va Renato Santese, imprenditore 47enne, rampollo di una famiglia di costruttori ed albergatori battipagliesi, noto per le sue vicissitudini politiche (è un ex del Pdl, attualmente segretario provinciale del Pid, Popolari per l’Italia Domani, il partito dell’ex ministro Francesco Saverio Romano) e per aver guidato una delle televisioni storiche della provincia, Telesalerno 1. Come se non bastasse, sempre ieri è arrivata anche la condanna a dieci mesi – la prima mai registrata in Italia – dell’ex vescovo della diocesi di Salerno monsignor Gerardo Pierro (un anno all’ex cerimoniere don Comincio). Un’accusa di molto ridimensionata rispetto alle iniziali contestazioni, è vero, ma pur sempre una condanna per truffa (quella ai danni della Regione Campania per i lavori di ristrutturazione dell’ex Colonia San Giuseppe, oggi Angellara Home) che dà a Salerno un triste ed infamante primato. Come loro anche l’ex presidente del Consiglio regionale Giovanni Sullutrone, presidente dell’associazione «Villaggio San Giuseppe» che gestiva in comodato d’uso gratuito l’ex colonia diventata l’Angellara Home e sequestrata il 15 luglio 2008, con l’accusa che lavorasse più come un albergo a quattro stelle che come casa per ferie adibita ad ospitare associazioni religiose e giovani meno abbienti. La vera beffa, però, riguarda la notizia dell’inchiesta del sostituto procuratore del Tribunale di Napoli, Henry John Woodcock, su un Pm di Salerno per presunti abusi compiuti su licenze edilizie del Comune di Pontecagnano Faiano. Insomma, da grande indagatore ad indagato. Salerno vive la sua stagione nera.

redazioneIconfronti

2 pensieri su “L’estate della Salerno europea scossa dal tintinnio delle manette

  1. Io credo che ci sia davvero da preoccuparsi. Quando uno, due, tre, quattro casi scuotono così la citta, evidentemente c’e’ qualcosa che non va. Io penso che troppa libertà sia stata concessa negli anni passati a certi personaggi. E questo è il risultato.

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