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La Tav di Afragola “porta” i lavoratori in cassa integrazione

La Tav di Afragola “porta” i lavoratori in cassa integrazione

Cassa integrazione per 100 lavoratori del cantiere della stazione Tav di Afragola (Napoli). A renderlo noto è il segretario generale del sindacato lavoratori edili Feneal Uil Napoli, Andrea Lanzetta. Le persone in cassa integrazione, spiega, sono senza lavoro dal 9 febbraio scorso dopo la sospensione prima e rescissione poi del contratto della committente RFI nei confronti dell’Ati la cui azienda mandataria era la Dec di Bari. «Siamo lontanissimi – dice Lanzetta – da una soluzione. Eppure si tratta di una grande opera per il Sud, di importanza strategica per la mobilità. E’ uno snodo fondamentale, fulcro della mobilità regionale, una tratta importante tra Napoli e Bari». E non solo. Se i lavori ripartissero subito, sottolinea il sindacalista, garantirebbero l’occupazione per altri 18 mesi. «Ma l’ipotesi di una ripresa nel medio periodo – dice il segretario della Feneal Uil – è lontana e per i 100 lavoratori che hanno perso il posto, in un momento in cui la crisi è ai massimi livelli, ci saranno problemi enormi che si ripercuoteranno anche sulle famiglie. Faccio appello quindi alla responsabilità delle istituzione locali e del Governo per mettere fine nel più breve tempo possibile a un’opera che è di interesse strategico per la nostra Regione e per il nostro Paese» conclude Lanzetta.

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