Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » Editoriali&Opinioni » La terra muore e il palazzo tace

La terra muore e il palazzo tace

La terra muore e il palazzo tace
di don Aniello Manganiello
Don Aniello Manganiello

Don Aniello Manganiello

È calato il silenzio sulla legge varata e approvata sulla Terra dei fuochi.

Manifestazioni, proteste, raccolte di firme, iniziative delle mamme che hanno visto morire i loro figli a causa del cancro provocato dall’inquinamento dei rifiuti intombati nelle terre dell’agro acerrano e nolano hanno tentato inutilmente di aprire gli occhi delle istituzioni e della politica su un dramma che a tratti viene rimosso e scompare dalla coscienza pubblica. Adesso c’è una terra dei fuochi, e i fuochi purtroppo continuano tra Casalnuovo, Acerra e Afragola; ma c’è anche un triangolo della morte che continua a mietere vittime, il territorio tra Nola, Marigliano ed Acerra. Qui il numero dei casi di tumori cresce sempre di più, e ad essere colpiti non sono solo gli anziani ma, soprattutto, i giovani e adolescenti, come le statistiche evidenziano.

In una situazione così drammatica, resa ingestibile a causa dello strapotere criminale che a tratti si è sostituito pienamente alle istituzioni, non si può continuare a tenere una legge così attesa nel cassetto. È da irresponsabili, da persone che non hanno il minimo profilo etico. Certo, quella legge presenta notevoli sbavature e gravi limiti, in primo luogo l’assenza di fondi per realizzare un minimo di bonifica. Non ci sono soldi, si replica alle obiezioni. Purtroppo, questa è l’Italia. Si fanno le leggi, talvolta per gettare fumo negli occhi! Ma con tutti i limiti che presenta non si giustifica affatto la sua rimozione.

Dal mio osservatorio, nel triangolo della morte non ho visto un solo albero piantato laddove non è più possibile fare coltivazioni per l’alimentazione umana. Quasi litigo col mio sindaco, che denuncia l’impossibilità di analizzare le acque di almeno un pozzo perché non ha in cassa nemmeno 200 euro per fare le analisi. I contadini non riescono, al momento, a vendere le loro patate, nemmeno a 5 centesimi al kg. E dalle istituzioni si oppone un silenzio tombale.

Allora che fare? Ritornare ancora in piazza come quel sabato di novembre (eravamo in 150.000), da piazza Garibaldi a piazza Plebiscito? Potrà servire? La politica si è abituata già da tempo a tutto questo: è il caso di dire che essa dorme volutamente e la terra muore. E con la terra e la politica muoiono la bellezza, la fertilità, la positività delle popolazioni che si sono alternate nei secoli. Ci sarà una conversione dei cuori e delle teste e inizieremo a vivere secondo un’etica della giustizia, legalità e rispetto dell’ambiente e delle persone? È tardi per farsi illusioni, ma è sempre aperto il tempo della speranza.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3436

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto