Trinità, sintesi della fede: oscura per la mente, luminosa per la vita

Trinità, sintesi della fede: oscura per la mente, luminosa per la vita
di Luigi Rossi

trinitàIl pericolo ricorrente è che la Trinità, il mistero di un unico Dio in tre persone, sia solo una formula astratta, senza incidenza nella nostra vita.

Ma che valore ha una conoscenza di Lui senza rapporto con i nostri problemi di ogni giorno?

La rivelazione cristiana non ci parla mai di Dio in se stesso, ma Lo presenta in quanto agisce nella nostra vita e la trasforma, in quanto si inserisce nella nostra storia. Quindi, l’unica via che porta alla conoscenza del vero Dio é la nostra vita trasformata dalla presenza divina. Infatti, il grande mistero della Trinità è una luce che s’irradia in tutte le trame della nostra esistenza, strutturata in intimo rapporto con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Proprio per questo il segno di croce non è solo un segno, se è gesto consapevole esprime un vero orientamento della vita.

La rivelazione di Dio è stata progressiva con tre grandi tappe. La prima può essere titolata Dio prima di noi. Egli ci ha amati ancor prima che esistessimo, ci ha creati per amore. Si fa notare che coltivare la terra e adorare Dio in ebraico sono indicati con lo stesso verbo: abad, simile al latino “colere”, donde deriva la parola “culto”.

Attraverso l’alleanza diventa Dio davanti a noi, la seconda fase della rivelazione con l’uscita dalla terra di schiavitù, quando Egli cammina davanti al suo popolo nel deserto e lo libera. Insomma, Dio ci appare come l’amore alla sorgente, che crea, prevede, prepara, rende possibile il cammino dell’uomo verso la libertà e la felicità. È questo il senso della I lettura: Proverbi 8,22-31.

Il nome padre nel Vecchio Testamento è piuttosto velato; acquista nitidezza e splendore nella figura e nell’opera di Gesù, che si attribuisce il nome di figlio e ripetutamente parla del “padre suo e del padre nostro”. È la seconda tappa della rivelazione: Gesù, figlio vero del Dio, è l’Emanuele. Nel Figlio incarnato Dio viene in mezzo a noi: è lui il tempio definitivo. La presenza del “Dio con noi” non è invadente, ma si mette a disposizione: “è in mezzo a noi come colui che serve” (Lc, 22,27), come colui che libera, salva, dà speranza, certezza della vittoria. E’ questo il senso della II lettura, tratta dalla lettera di Paolo ai Romani..

Il Dio dentro di noi, lo Spirito Santo, è lo specchio fedele della rivelazione di Gesù; ne mette in luce, di volta in volta, l’attualità in rapporto alle nuove prospettive nelle quali gli uomini si trovano a vivere. È Dio dentro di noi che si fa capire la responsabilità per i cristiani di costruire un mondo nuovo, in una crescente giustizia e libertà; aiuta a superare le divisioni conseguenza di prospettive, situazioni ambientali temperamenti diversi; cerca il “noi” della comunità, è l’artefice della comunione. Insomma, lo Spirito Santo opera tra noi ciò che compie prima nell’ambito della Trinità: amore del Padre e del Figlio e con il Padre e il Figlio è una sola realtà divina. Tra gli uomini egli ancora all’amore che unisce a Dio e fa essere una sola cosa.

Ecco come la Trinità si riflette nella nostra vita e nella nostra storia: il Padre è Dio prima di noi, che ci ha amati prima ancora che fossimo e ci dona un mondo da rendere ancora più bello; il Figlio è Dio con noi: colui che, diventando compagno di viaggio, si mette al nostro servizio per liberarci dalla schiavitù del peccato; lo Spirito Santo è Dio dentro di noi”, Colui che ci fa essere testimonianza di Cristo tra i fratelli, cioè lucerna posta sul candelabro o città situata sul monte. Ricordiamo tutto questo quando nel segno di croce affermiamo la nostra fede nella Trinità.

redazioneIconfronti

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