La truffa sia con noi…

La truffa sia con noi…
di Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Avvertivamo proprio l’esigenza di un nuovo nucleo criminale mafioso di matrice squisitamente romana. D’altra parte, poteva mai la Roma imperiale tanto decantata, nota al mondo per il suo prestigio, per lo splendore della sua magnifica storia, farsi mancare una propria intrinseca originale e indipendente consorteria di cialtroni, furfanti e malavitosi?

Non sia mai detto…! Ma quanta acqua è passata sotto i ponti da quando il grandissimo Totò vendeva la fontana di Trevi al malcapitato oriundo italo-americano con l’aiuto di un brillante Nino Taranto!

Certo, devo dire che è facile sparare sulla Croce Rossa. I giorni successivi alla scoperta del vaso di Pandora per la malavita politico-imprenditoriale capitolina è facilissimo ergersi a puri, condannare, essere depressi o inviperiti come sta accadendo – e comprensibilmente, direi – ai romani onesti.

Ma non ho alcuna intenzione di fare il predicozzo. Tanto è sotto gli occhi di tutti che il sistema paese è tutto lercio, marcio, fetido, immorale, disonesto. Lo ha detto con chiarezza anche il Corruption Perception Index 2014 di Transparency International, il rapporto che ha decretato per l’ennesimo anno il nostro primato europeo in fatto di corruzione e disonestà.

Roma è solo l’ennesima riprova dei mali atavici del nostro paese.

Voglio invece allargare il ragionamento. Già, perché c’indigniamo per queste continue scoperte, ma, lo possiamo dire con chiarezza?, tutti dobbiamo convivere a vario livello con gradi di corruzione, disonestà, con ruberie, furberie, scaltrezze illegali, che inondano la nostra vita, il nostro quotidiano, il nostro vissuto.

Ne parlavo con alcuni amici e concordavamo che in una decina di anni ci siamo trovati coinvolti, stando sempre dalla parte della legge e del rispetto civico, in almeno una quindicina di tipologie di truffe, mascalzonate varie, inciarmi studiati a tavolino, dunque, scientifici e reiterati, in carognate illegali, con poche, anzi rare, soddisfazioni dalla giustizia. La gamma è molto ampia e inquietante: dalle assicurazioni fasulle con tagliandi falsi agli automobilisti che chiedono e ottengono il premio assicurativo per danni mai subiti, alle false testimonianze di esperti in materia, da furfanterie su finanziamenti per l’acquisto di automobili all’addetto alla depurazione dell’acqua casalinga che ti chiede l’oboletto per farti risparmiare sull’ammontare di un guasto, dal politico di bassa lega che organizza cene con i soldi pubblici, a quello che inserisce tra le ricevute da scaricare anche gli acquisti personali, dai falsi lavori condominiali alle fatture maggiorate, alla holding dei finti incidenti con danni irreparabili a chi li avrebbe subiti e con tanto di robusto premio.

Un campionario di escamotage che spesso riesci a comprendere quando sei dentro fino al collo e non ti resta che denunciare e prendere le dovute distanze.

Questo vuol dire che siamo immersi nel fetido mondo della corruzione in cui le sane virtù vanno a farsi benedire. Un mio caro amico avvocato mi ripete spesso: “Ricorda che siamo dentro una piscina con gli squali”.

Mi rifiuto di pensare, però, che per uscire vivo da quella piscina, tutti debbano diventare egualmente squali…

 

* professore di Storia dell’Europa, Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione, Università di Salerno

 

 

 

redazioneIconfronti

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