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Itinerari & Scoperte / 12

Itinerari & Scoperte / 12

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Fratte, Baronissi, Fisciano, Calvanico, Mercato San Severino, Bracigliano

Primo giorno

valleirnoDa Salerno decidiamo di proseguire il nostro viaggio di esplorazione della provincia verso l’interno, seguendo il corso del fiume Irno, dal cui nome deriva la denominazione della omonima valle, distesa tra monti e colline, il cui territorio ci accingiamo a percorrere attraverso la Statale 88 “dei Due Principati” che da Salerno conduce ad Avellino e Benevento. Il nome dell’antica statale (oggi Strada Regionale) richiama le antiche articolazioni interne della Campania preunitaria, divisa, dagli Angioini in poi, nelle province di Principato Citra e Principato Ultra (oggi province di Salerno, Avellino e Benevento), Terra di Lavoro (odierna provincia di Caserta), Napoli e Casali (attuale provincia di Napoli). E il paesaggio attuale della valle ci ricorda come doveva presentarsi nei secoli passati: in alcuni tratti la ricca vegetazione è ancora intatta, con luoghi agresti, segni dell’economia rurale che per centinaia e centinaia di anni ha rappresentato il sostentamento della zona, popolata sin dall’antichità.
Nella valle si sono infatti avvicendati vari popoli e molte sono le testimonianze tuttora presenti sul territorio. Tra i tanti resti visibili tutt’oggi vanno segnalati la necropoli etrusca di Fratte e i reperti archeologici, cui si aggiungono numerosi castelli, chiese ed edifici, alcuni dei quali plurimillenari. Dai Romani ai Bizantini, ai Longobardi, ai Normanni, agli Svevi, agli Angioini, agli Aragonesi, agli Spagnoli sino ai Borboni, la zona è stata ritenuta nevralgica per lo sviluppo dei traffici nel Mezzogiorno, quale percorso obbligato tra l’est e l’ovest, ma anche tra il sud e il nord della penisola: dalla città capoluogo partono difatti i collegamenti verso il Sannio, l’Irpinia e la Puglia, da un lato, e verso la Calabria e altre città della costa tirrenica dall’altro. Dal punto di vista manifatturiero e commerciale, infatti, la lavorazione della lana ha rappresentato una delle principali risorse della valle e ha contribuito non poco, nel corso dei secoli, allo sviluppo sociale ed economico della sua popolazione.

La necropoli di Fratte

La necropoli di Fratte

Il nostro viaggio comincia dunque da Salerno, dove iniziamo a seguire il fiume dalla sua foce, imboccando per l’appunto via Irno. Appena usciti dal centro cittadino, incontriamo così Fratte, un sobborgo industriale della città capoluogo, con un’area archeologica molto importante: gli scavi condotti nel corso degli anni hanno riportato alla luce una necropoli di epoca preromana e i resti di una città etrusco-campana tuttora visibili in un sottopassaggio tra due edifici delle Case Popolari. Sul posto sono state rinvenute anche numerose suppellettili e materiali di ceramica e tufo, oggi conservati presso il Museo Archeologico Provinciale di Salerno. In tempi più recenti Fratte è divenuta famosa anche per la presenza sul suo territorio di due sorgenti di acque minerali, utilizzate per l’imbottigliamento a fini commerciali. Volgendo lo sguardo verso l’alto si scorgono poi le ultime propaggini dei Monti Picentini, tra cui sorgono alcune frazioni di Salerno e altri piccoli centri.

Una veduta del comune di Pellezzano

Una veduta del comune di Pellezzano

Da Fratte si dirama anche il raccordo autostradale Salerno-Avellino, che però decidiamo di non imboccare, prediligendo invece la strada interna, che attraversa i paesi della parte iniziale della valle. Il panorama è rilassante: il verde fa da cornice ai chilometri che maciniamo man mano con l’auto in direzione di Baronissi.

Seguendo la strada giungiamo a Pellezzano, centro che sorge ai piedi di una collina ubertosa su cui si erge, imponente, l’antico monastero dello Spirito Santo, oggi trasformato in centro di animazione culturale. Per la sua natura rurale, Pellezzano offre la possibilità di lunghe passeggiate in luoghi tranquilli e ameni, ma la cittadina è rinomata anche per le antiche chiese presenti in tutte le sue frazioni: dalla chiesa di Sant’Anna a quella di Santa Maria delle Grazie di Capriglia, il cui campanile è di notevole bellezza, alla chiesa di San Nicola di Bari di Coperchia (vedi il video: Pellezzano e le sue frazioni). Lasciando la strada interna, imbocchiamo la diramazione per la S.R. dei due Principati e superiamo rapidamente gli abitati di Cologna e Acquamela fino a giungere – dopo una decina di minuti – a Baronissi, centro agricolo oggi con attività industriali e commerciali, situato nel fondovalle.

Il convento della SS. Trinità di Baronissi

Il convento della SS. Trinità di Baronissi

In località Monticelli, poco più a nord rispetto al centro abitato, sorge il convento francescano dalle Santissima Trinità che fu fondato nel XV secolo e che contiene interessanti opere d’arte. Annesso al convento si trova una Biblioteca che contiene circa 7mila volumi e che custodisce importanti opere d’arte. Interessante anche il chiostro, elemento di maggiore rilievo dell’intera costruzione quattrocentesca.
Sava e Antessano sono due frazioni del comune di Baronissi. A Sava si trova la chiesa di Sant’Agnese dove, nelle catacombe, è venuto alla luce il pianterreno di una grande villa romana del I secolo dopo cristo. Antessano, invece, è patria del rinomato medico Antonio Villari, vissuto a cavallo tra 1700 e 1800 che veniva definito il mago della medicina.
È ora di pranzo e decidiamo di fare una breve sosta ristoratrice per poi riprendere il cammino.
Degustiamo in uno dei ristoranti tipici della zona le rinomate pappardelle con i funghi porcini e un secondo a base di salsiccia e broccoli.

 

tagliatelle ai porcini

La pasta ai funghi porcini

Ingredienti:
pappardelle all’uovo
funghi porcini
prezzemolo
olio
aglio
pepe
speck
scalogno
parmigiano

Preparazione:
Pulite bene i funghi porcini e tagliateli a fette. Portate a bollore una pentola con abbondante acqua. Mondate lo scalogno e tritatelo per poi metterlo ad appassire a fuoco basso in una padella con olio, sale e uno spicchio di aglio. Poi, quando lo scalogno sarà appassito, aggiungete lo speck e lasciatelo rosolare. Aggiungete i porcini lasciandoli per circa 10 minuti sul fuoco. Quando i funghi saranno cotti, aggiungete il prezzemolo tritato e poi aggiungete alla padella la pasta che nel frattempo avrete scaldato.

unisa

L’università di Salerno

Da Baronissi, dopo esserci rifocillati, ci incamminiamo verso Fisciano, centro agricolo di origine medievale, disteso tra il verde delle falde di San Michele, con vista sulla piana del Sarno fino ai Monti Lattari. Man mano che ci incamminiamo verso la città, da anni sede dell’Università di Salerno, possiamo ammirare il paesaggio incontaminato e le distese di colline sotto cui si collocano gli edifici universitari.
Ci spiegano che dal piccolo comune di Calvanico, un po’ più in altezza rispetto a Fisciano, si gode di un bel panorama e che vi sono presenti alcune chiese e panorami che meritano una gita.
Calvanico è località rinomata anche per la produzione di marroni e nocciole che vengono esportate anche all’estero. È ora di cena e, una volta saliti a Calvanico, ci facciamo indicare da un passante dove poter effettuare una sosta pranzo per degustare anche i prodotti tipici locali.
E allora, cominciamo ad assaggiare tutti i piatti tipici. Via con le penne all’ortolana con i funghi, tipici della zona, una deliziosa salsiccia con funghi e carne di maiale con la pupacchiola e un mix di formaggi. castagneImmancabili, sul tavolo, le castagne, il prodotto per eccellenza di Calvanico, esaltato da un buon vino locale. Il menù che degustiamo, ci dicono, è anche quello della tradizionale festa del boscaiolo che da anni si svolge nel periodo estivo e che attira frotte di visitatori a Calvanico. Ma nel piccolo centro della Valle dell’Irno si organizza anche annualmente, nel periodo autunnale, la sagra della castagna che prevede la degustazione del tipico prodotto locale in molteplici varianti e portate da tavola: dai primi piatti all’immancabile dolce.
Ci fermiamo a Fisciano per la notte, in attesa di riprendere il cammino l’indomani, alla volta di Mercato San Severino.

Secondo giorno

Ci mettiamo nuovamente in cammino l’indomani, costeggiando la strada che conduce all’Università di Salerno. Percorriamo la strada statale che da Fisciano porta a Mercato San Severino fino a giungere nel centro della Valle dell’Irno, famoso anche per le sue attività commerciali e industriali (fiorenti industrie conserviere).
Mercato San Severino è anche un centro agricolo che sorge nella valle del Torrente Solofrana.
Dall’ingresso della cittadina, provenendo da Fisciano, giungiamo a Piazza Dante, da cui c’è un bel panorama sulle colline di fronte con le rovine del Castello. Nella piazza, la chiesa dei Minori Osservanti, detta anche di Sant’Antonio, fa bella mostra di sé con un’alta cupola annessa al convento. La chiesa ha un portale in pietra decorato e sormontato da una finestra.

La sede del comune di Mercato San Severino

La sede del comune di Mercato San Severino

Di fronte alla chiesa seguiamo il Corso Diaz, la principale arteria cittadina ricca di negozi e attività commerciali e ci incamminiamo lungo via Roma, che ci porta dritti al Palazzo Municipale, pregevole costruzione di Carlo Vanvitelli, che si trova proprio ai piedi del colle. Accanto al palazzo c’è la chiesa di San Giovanni. Nei pressi del municipio, la via della Rimembranza conduce sulla collina dove, tra bella e folta vegetazione, sorge il monumento ai caduti.
Attraverso erte vie si può salire al Castello che con la sua triplice cerchia di mura costituisce uno dei complessi fortificati più imponenti del Mezzogiorno e da cui si abbraccia un bel panorama.
Decidiamo di effettuare una sosta ristoratrice e ci facciamo consigliare una locanda in cui poter degustare le prelibatezze del territorio.
Uno dei prodotti tipici di Mercato San Severino è il pomodoro San Marzano, che ha la sua area di elezione nell’Agro Nocerino Sarnese ma viene prodotto e lavorato anche in zona.
Allora il nostro pranzo comincia con un delizioso sugo di pomodori San Marzano e prosegue con il pollo scucchiato, cotto nel forno a legna con contorno di patate.

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Il pollo scucchiato
Ingredienti:
pollo
patate
rosmarino
olio extra vergine di oliva
sale
pepe

Procedimento:

Dopo aver lavato e pulito il pollo (stando attenti a non togliere la pelle in quanto è la parte che conferisce più sapore al piatto), lo mettiamo in forno a legna in un tegame circondato da patate che avremo precedentemente lavate, salate e tagliate a tocchetti.

Il convento di Ciorani

Il convento di Ciorani

Dopo la sosta per il pranzo, ci allontaniamo dal centro di Mercato San Severino costeggiando la frazione San Vincenzo. Il verde intorno la fa da padrone e, in concomitanza di una rotonda, giriamo a destra, prendendo la direzione di Ciorani, altra frazione del comune salernitano, famosa per il convento dei padri redentoristi. Ciorani, assieme a Spiano, è il sito più elevato del comune sanseverinese con i suoi 210 metri di altezza sul livello del mare. La frazione è situata sulle pendici del monte Salto e confina con il comune di Montoro Inferiore e con quello di Bracigliano.

Dopo una breve visita al convento che domina la piazza principale della frazione, proseguiamo il nostro cammino alla volta di Bracigliano.
Nel giro di pochi minuti, con un panorama del tutto piacevole e contornato di verde, giungiamo a Bracigliano, centro situato in una conca che porta all’Agro Nocerino Sarnese, a 350 metri sul livello del mare.

Una veduta di Bracigliano

Una veduta di Bracigliano

La cittadina, spesso tristemente ricordata per gli eventi franosi che la colpirono nel 1998, ha origini antiche, convenzionalmente fatte risalire al periodo degli Etruschi, dei quali, nel tempo, sono stati rinvenuti numerosi reperti.
Appena giunti in zona, ci consigliano di visitare Palazzo De Simone, che rappresenta una delle strutture più importanti e preziose per il patrimonio culturale ed artistico del territorio.
Palazzo De Simone in una foto d'epoca

Palazzo De Simone in una foto d’epoca

 Prima di diventare abitazione di nobili famiglie, il palazzo De Simone era un castello, un piccolo forte costruito con l’intento di difendere il territorio da attacchi e invasioni.
La nostra visita prosegue per ammirare: il Convento di San Francesco d’Assisi con il chiostro ricco di affreschi di scuola barocca sulla vita del Santo, la Chiesa di San Giovanni Battista; la Chiesa di San Nazario e Celso e quella della Santissima Annunziata.

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La ciliegia di Bracigliano

Il mallone

Il mallone

Bracigliano è anche rinomata per le sue ciliegie: ogni anno, oramai da tempo, si svolge la tradizionale festa della ciliegia di Bracigliano. Ci hanno detto che le prelibatezze del territorio sono tante e allora decidiamo di restare qui per una notte e di cenare in uno dei caratteristici locali della cittadina.

Il menu prevede: pasta e fagioli, il rinomato mascuotto – pane condito con olio, origano, sale e pomodori freschi – soppressata braciglianese, e il mallone che è un misto di erbe di montagna e di foglie di cime di rapa mescolate con patate grumose, peperoncino e olio.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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