La vita come opera d’arte. Morgese nel mistero di Dorian Gray

La vita come opera d’arte. Morgese nel mistero di Dorian Gray

“Il caso Dorian Gray” con Manuele Morgese approda al Teatro Auditorium “Parmenide” di Ascea Marina. L’appuntamento è in programma per sabato 12 gennaio alle ore 21. L’evento sostituisce “Pinocchio di sabbia” con David Riondino, che sarà presentato in un successivo momento del cartellone teatrale.
Dopo Federico Salvatore e Paolo Villaggio, dunque, all’Auditorium “Parmenide” sbarca Manuele Morgese con lo spettacolo “Il caso Dorian Gray” di Giuseppe Manfridi per la regia di Pino Micol. Tre personaggi e una trama narrativa strutturata come un’inchiesta sono al centro dello spettacolo che sarà portato in scena da Morgese. In questa reinvenzione drammaturgica del romanzo di Oscar Wilde, il vanitoso e perfido Dorian Gray non è il protagonista assoluto, ma si affianca ad Henry, sofisticato e fatuo come un vero dandy, e Basil, morboso e solitario. Tra atmosfere gotiche, suspense e ritmi incalzanti da noir, si dipana un mistero che non è noto ad alcuno dei tre personaggi, in tutte le sue sfaccettature. L’indagine processuale procede con l’alternarsi delle deposizioni che corrispondono ai diversi punti di vista. Ed è proprio qui che può trovarsi la chiave dell’enigma.
Direttore artistico e fondatore della Compagnia Teatrozeta e del Piccolo teatro studio a L’Aquila, Manuele Morgese dal 2008 è direttore artistico del Teatro Eur di Roma. Da anni svolge la sua attività di attore, autore, regista, e di produttore di teatro in Abruzzo, dove è impegnato nella diffusione della cultura teatrale e nella formazione di giovani attori. Tra i numerosi riconoscimenti che gli sono stati attribuiti, c’è lo speciale premio Ennio Flaiano che gli è stato assegnato nel 2009 proprio per “Il caso Dorian Gray”.
Intanto, a fronte del tutto esaurito registrato nelle prime due serate della stagione, il direttore artistico Carlo Sacchi ha manifestato una legittima soddisfazione per la risposta ottenuta dal pubblico che conferma la scelta di riempire di contenuti nuovi la splendida sala teatrale della Fondazione Alario.

Barruggi

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