Mer. Lug 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La vita, un mistero buffo infilato in borsa

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Libro autobiografico dell'imprenditrice Ornella Auzino / di Rosaria Fortuna
di Rosaria Fortuna

Ornella Auzino, imprenditrice napoletana, è un fiume in piena, anche se riuscire a parlare con lei non è facile. Le sue giornate sono ricche di impegni. Di lei, immediatamente, colpiscono la vivacità e la grande capacità di raccontarsi con la sicurezza di chi ha una voce autentica e una volontà di ferro. Volontà che le ha permesso di riscrivere la sua vita, quando la sua storia esistenziale ha preso una piega inaspettata e dolorosa, Qual è vi starete chiedendo il mondo di Ornella Auzino? Il mondo di Ornella Auzino sono le borse, quegli oggetti nei quali le donne, ma ormai anche gli uomini, ripongono i segreti. “Le borse sono gli oggetti più prossimi al cuore”, mi fa notare Ornella Auzino. Solo che mentre ci stavamo congedando, Ornella Auzino mi ha detto che ha scritto un libro sulla sua storia, un libro che ha deciso di stampare da sé, Il titolo del libro è: “Le mie borse. Come valorizzare Napoli, facendo l’imprenditore, quando tutti ti dicono di andare via”. E così mi ritrovo con una storia da raccontare, che mi ha appassionata, ma anche con un libro fuori dai canoni soliti. I libri auto-pubblicati sono episodi frequenti, ma considerati marginali all’interno del mercato editoriale. Solo che questo libro ha un’altra genesi. Nasce dall’esigenza di Ornella Auzino di raccontare una storia, storia che è anche e soprattutto la storia dell’industria italiana di qualità, e delle difficoltà che lavorare in  questo settore comporta, in un paese che mai, fino in fondo, ha abbracciato il libero mercato se non nei suoi aspetti deteriori. Ornella Auzino neppure ha contemplato di cercare un editore e si è detta: “È la mia storia e solo io posso difenderla, raccontarla con autenticità, e perciò pubblicarla”. Così questo libro di centoventotto pagine narra la fiaba di Ornella Auzino, fiaba da lei stessa raddrizzata in corso d’opera. Perché questa fiaba interrotta, ma poi riacciuffata al volo ci parla di coraggio, di solitudine, e di borse, borse che tutti utilizziamo, ma di cui niente o poco sappiamo, malgrado anche la moltitudine di video su YouTube, che ci parlano di borse senza mai arrivare a lambire l’anima delle borse stesse. C’è l’odore di buono della fabbrica di Ornella nel libro, odore che cancella in un sol colpo le operaie dalle mani nere, lavoratrici della pelle e simbolo da sempre di sfruttamento, e questo si mescola a tante altre piccole vittorie conquistate sul campo a dispetto di tutto e di tutti. Un libro utile, un po’ perché il fallimento è una dimensione umana, e un po’ perché l’impianto del libro è scorrevole, leggero, scritto come una confessione a voce alta e davanti allo specchio, dove l’ironia e la capacità di osservarsi, senza compiacimento, fanno da sfondo a Napoli, alla bulimia, al Made in Italy, ai cinesi, cinesi che non sono il male oscuro, mentre le borse, quelle di alta qualità, quelle che si producono a Napoli, costituiscono un polo d’eccellenza del Mady in Italy. Grazie ai terzisti, alla cui categoria commerciale Ornella Auzino appartiene, diventano oggetti con una vita autonoma davvero interessante. La formazione è un altro dei pallini di Ornella Auzino e proprio sulla formazione sia sua sia dei suoi collaboratori insiste, sapendo che la formazione è la chiave di volta per ogni cosa. La bellezza di questo libro è tutta nell’abilità di trattare la vita come se davvero fosse un libro da rieditare, e su cui riflettere per tagliare, ricucire come accade sempre con i libri e la scrittura, ma come accade anche con le borse. Di questa conversazione con Ornella Auzino vi propongo questi passaggi, il resto lo troverete nel libro.

Ornella Auzino
Ornella Auzino

Utilizzi la rete e sei molto social. Quanto  conta la rete e fare rete?

La rete conta tantissimo, grazie alla rete sono riuscita a creare nuove opportunità di lavoro per la mia azienda, e tanto mi serve la rete per abbattere anche la solitudine di un lavoro duro. La mia giornata lavorativa inizia alle 7 di mattina e si conclude alle 24. Ho imparato anche a delegare, ma lavoro su più fronti, compresa la comunicazione e la creazione dei video che mi divertono molto. Voglio diffondere la mia visione del lavoro e far capire che per arrivare a produrre prodotti di qualità, un vanto per tutto il Paese, bisogna affrancarsi da un modo di pensare e di vivere inesatti
 Qual è la tua borsa del cuore.
 Quella professionale. Papà produceva le borse professionali, in sintetico e in pelle, nel periodo in cui le cartelle per lavoro erano le “The Bridge”. Le vendeva in tutta Italia, poi un incidente, e una gestione non moderna dell’azienda, dall’oggi al domani ci hanno trasformato da ricchissimi in poverissimi. Una situazione orribile, situazione che mi ha fatto abbandonare l’azienda di famiglia, in un primo momento, ma che poi mi ha fatto cambiare atteggiamento, proprio ripartendo da quel fallimento che non era di vita, o di scelte, ma solo di organizzazione aziendale.
 Cos’è per te la moda e quanto la segui?
 Compro quello che mi piace e che si integra con ciò che ho già. Sono ammirata dalla capacità degli altri di abbinare ogni cosa, come anche fa mia madre. Io non ci riesco, perché immediatamente cerco di visualizzare ed inserire il capo, l’accessorio, all’interno del mio guardaroba. Solo in quel caso lo acquisto.
Un pragmatismo nel lavoro che si applica anche alla moda…
 È vero, è anche vero che se mi innamoro di un abito lo compro in più colori, e un paio di scarpe sono capace di portarle pure per due mesi di fila. Però se fossi davvero molto ricca, mi piacerebbe indossare solo abiti su misura. È emozionante sapere che quella cosa è solo per te. E che ha una storia che è tua.
Due desideri.
 Un altro figlio e una linea di borse, piccola ma mia. Mi piace la famiglia numerosa, mio fratello vive in Australia, e anche se i nostri rapporti sono ottimi mi sento figlia unica. Non vorrei che per mia figlia fosse così, e poi un’altra cosa, una scuola di pelletteria, così da formare persone sempre più capaci e libere, e riuscire a trovare un po’ più di tempo per me, pure per andare a mare con più calma senza avere una dura giornata di lavoro sulle spalle

 

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