La vittoria di Renzi è il successo della cittadinanza diffusa

La vittoria di Renzi è il successo della cittadinanza diffusa
di Giovanni Celenta

img1024-700_dettaglio2_Renzi-convention-Leopolda-agfLarga ed estesa partecipazione su tutto il territorio nazionale di cittadini alla elezione popolare del segretario del Pd.  Un successo della cittadinanza diffusa. Della “carica maggioritaria” di ben oltre due milioni di uomini e donne che hanno esaltato le “virtualità antinotabilari” delle primarie: lo strumento che consente, all’esito di una competizione aperta e “pubblica” di scegliere/decidere il leader del Pd che si candida al governo del Paese.

Una prima diga ad operazioni “giudiziali e stragiudiziali” che obbligherebbero la Repubblica, in un ritorno all’identico, alla reiterazione di schemi consociativi e proporzionalisti “giocati” alle spalle degli elettori, chiamati solo a subire manovre di inconcludente trasformismo parlamentare.

La vittoria netta di Matteo Renzi è dentro ed esprime questa logica”imprenditiva”, di “distruzione creativa”.

Ha attivato ed è scaturita da questo massiccio investimento di fiducia “civile” che, per composizione ed entità, “travolge” piani di azione e condizionamenti di apparati/correnti/consorterie, siano essi nazionali o territoriali.

Ha vinto il PD, anche quello di Cuperlo e Civati, quello che osa e non si rinserra. Quello del linguaggio colloquiale, ospitale, in cui nessuno si sente straniero.

Lo splendido successo, oggi conseguito da Renzi, nasce già nel novembre del 2012 quando anche la città di Salerno, contando solo sulle sue dimensioni innanzitutto civili/associative (comitati, gruppi, cittadini), ha intraveduto, allora inascoltata, le potenzialità espansive che la leadership di Renzi avrebbe conferito al PD e a tutto il centrosinistra.

Oggi la mobilità di una parte consistente dell’elettorato italiano è stata finalmente “attratta e catturata ” da una proposta di cambiamento cui è stato consentito di dispiegare, senza surrettizi ostacoli burocratici, la sua fresca carica innovatrice.

Non è tutto. A noi, date le condizioni ed i passi falsi, pare tanto. In ogni caso si sono poste le basi perchè la nostra parte  politica possa effettivamente cambiare “Verso” ritrovando credibilità ed un assetto meno oligarchico, meno ballerino.

redazioneIconfronti

Un pensiero su “La vittoria di Renzi è il successo della cittadinanza diffusa

  1. Naturalmente si spera che quando si andrà alle elezioni, quelle vere, in cui è l’intero popolo italiano a dovere scegliere da chi vuol essere governato, questo entusiasmo da luna di miele ci sia ancora e porti come frutto, legge elettorale permettendo, maggioranze in grado di reggere bene agli assalti di opposizioni per partito preso e di interessi che intrecciandosi possono avviluppare nelle loro maglie anche le migliori premesse e promesse, e si tratti ancora di maggioranze nelle quali il popolo italiano si riconosca per aver avuto la possibilità di esprimersi sui singoli eletti. Si spera ancora che non si inizi con i soliti tecnicismi e tatticismi politici messi in atto solo per consentire a questa specie di “tenia”- absit iniuria verbi, ma mi pare che l’immagine renda bene l’idea – che sono i costi della politica, fin nelle ultime ed infinite ramificazioni, di aggredire risorse solo per conservare ed accrescere se stesso; che finalmente, quando si mette insieme, l’innumerevole schiera di eletti sia ancora capace di occuparsi dell’Italia e degli italiani e non solo di se stessa, almeno per non rinverdire negli italiani la convinzione che “senatores boni viri, senatus mala bestia”, di ciceroniana memoria, pare.

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