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La voce di Dio, una madre che genera nuova vita

La voce di Dio, una madre che genera nuova vita
di Luigi Rossi

mani-due-al-cieloI cristiani “ascoltano la mia voce” e “mi seguono” perché “io do la vita eterna”, così si legge in Gv. 10, 27-28, il vangelo di domenica. È un messaggio valido per tutti; auspicio, desiderio, speranza, possibilità per uscire alla condizione di dubbio e di angoscia nella quale sembra sia precipitata l’umanità per paura di vedere ridimensionato ed imbruttito il proprio futuro.

I veri cristiani, prima di prestare attenzione al contenuto di ciò che Gesù dice, sanno riconoscere la sua voce. Per loro è il timbro amichevole ed accattivante della guida che rende rosea l’alba della nuova speranza per tutti coloro che sanno intravedere in lui il credibile salvatore. Ciò risulta possibile se si è abituati ad una concreta intimità di vita con Gesù, ad una frequentazione di dialogo che rinfranca il cuore e che consente di sperimentare la presenza di una persona desiderabile per quello che sa infondere nel cuore umano. Ecco perché i cristiani sono disposti a seguirlo, cioè non si limitano ad obbedire ad un comando impartito, ma percepiscono l’eco di una voce il cui timbro fa intravedere la mappa da seguire, il pellegrinaggio da intraprendere, la strada da percorrere e che rende sicuro anche il tragitto più complesso nel labirinto della vita.

Nella consapevolezza che non lo si percorre da soli, è un itinerario progressivo che consente di avvicinarsi ed ammirare nuovi orizzonti di vita, tutti riconoscibili grazie ad una voce che si colloca come sorgente sempre più in là rispetto ai condizionamenti del quotidiano, oltre le ristrettezze del presente perché dona a chi segue la vita eterna.

In tal modo, questa voce si tramuta in una madre che genera nuova vita, molto diversa da quella descritta dai soliti maestri, impegnati a ricordare soltanto pesanti doveri, evocatori di comandamenti che presuppongono mera obbedienza. Essa diventa vera salvezza per l’animo umano, irresistibile forza che fa approdare nella vita per sempre, quella di Dio, a prescindere dalla portata dell’impegno del singolo perché rimane un dono di Dio concesso anche prima che si é in grado di pronunciare integralmente il sì.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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