L’abbondanza dei doni di Dio

L’abbondanza dei doni di Dio
di Michele Santangelo

Animazione_Liturgica_-_XVIII_Domenica_del_Tempo_Ordinario_-_A_(31.VII.2005)_htm_m2941d261A dare il la all’intera celebrazione liturgica di questa XVIII domenica del tempo ordinario è il racconto della moltiplicazione dei pani. Si tratta di un episodio che dovette veramente suscitare la meraviglia e lo stupore dei contemporanei di Gesù. Esso, infatti è riportato da tutti e quattro gli evangelisti. Il fatto avviene sul finire di una di quelle giornate infaticabili di Gesù, quando egli, ormai stanco, ha bisogno di un po’ di ristoro e per farlo non c’è altro sistema che prendere una barca e cercare un luogo appartato sulle sponde del lago, al riparo dalla pressione della folla che per l’intera giornata lo aveva seguito per ascoltare i suoi preziosi insegnamenti. A rendere più pesante il senso di stanchezza si aggiungeva il fatto di aver appena ascoltato il racconto della tremenda morte di Giovanni Battista, il suo precursore, che aveva pagato altissimo il prezzo della sua fedeltà alla proclamazione della legge di Dio e a Lui solo spettava il compito ed anche il potere di mostrare che, nonostante tutto, Dio regna in un mondo capace di simili atrocità. Ma tutto questo, a quelle folle accorse per ascoltarlo, poco importava. Assetate com’erano di parole nuove, capaci di infondere fiducia, di animare la speranza, a piedi gli si fecero di nuovo incontro. Lo avevano constatato, Lui sì, aveva parole di vita eterna e nulla poteva condizionarne il messaggio. Ciò che era successo al Battista aveva dimostrato che i potenti della terra, anche se si sentono attratti dalla voce di Dio e la apprezzano, come Erode, alla fine posti al cospetto dei condizionamenti loro offerti dal ruolo che ricoprono, il più delle volte vengono meno alle promesse. Sono come i terreni sterili della parabola del seminatore in cui il seme, pure sparso a piene mani, rimane senza frutto. E per questo accorrono là dove si rendono conto di non essere strumentalizzate, dove possono ascoltare parole che arrivano a toccare il loro sentire più profondo e che fanno scendere sul loro animo un grande senso di pace. Il loro bisogno è così grande che dimenticano di organizzarsi per il vitto e l’alloggio, visto che la sera è ormai prossima. Gesù non prova fastidio per questa benevola persecuzione, anzi, precisa il vangelo, “sentì compassione per loro e guarì i loro malati”. All’invito dei discepoli a congedare tutte quelle persone per dare loro la possibilità di andare a cercarsi del cibo, Gesù, intende provvedere di persona e lo fa moltiplicando i pochi viveri rintracciati in mezzo a loro stessi. Tutti ne possono assumere a sazietà, anzi ne avanzano dodici cesti, nonostante il numero; erano cinquemila, per dire che erano veramente tantissime le persone sfamate, e questo, precisa Matteo, “senza contare le donne e i bambini”. Dio quando dona, dona in abbondanza, non si lascia mai vincere in generosità.

Ma c’è un’altra chiave di lettura dell’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci. L’immagine della gente che cerca Gesù per ascoltarlo, il pane passato di mano in mano in mezzo alla folla, non evoca solo il ricordo di una potenza straordinaria. Alcune espressioni usate da Matteo richiamano alla mente un’altra distribuzione di pane operata da Gesù ed un’altra folla: l’Eucarestia e la Chiesa. Nel racconto del miracolo l’evangelista ci dice che Gesù “prese i cinque pani e i due pesci, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla”. Più o meno allo stesso modo Matteo narra  l’avvenimento dell’ultima cena: “Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione lo spezzò e lo diede ai discepoli. È sempre lo stesso Gesù che rimane in compagnia dell’uomo sulle rotte della storia. Ma non si manifesta più con segni straordinari, ma attraverso gli umili segni del pane e del vino, diventati nelle mani dei suoi ministri il Suo corpo e il Suo sangue. È così che egli realizza la sua promessa: “Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo.

Michele Santangelo

redazioneIconfronti

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