Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

L’accoglienza ai migranti e la ‘Grande Salerno’

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di Ernesto Scelza

Ernesto Scelza

di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Cosa fa di una città una ‘grande’ città? Cosa fa di un insieme di persone che condividono uno stesso territorio una comunità di cittadini? La risposta alla domanda che ha accompagnato fin dagli inizi la riflessione sulla ‘democrazia’ è semplice: la politica. L’interesse alla ‘cosa pubblica’, alla ‘polis’, a ciò che è ‘comune’. E la città può diventare bella e ornarsi di edifici ammirevoli se i suoi cittadini la sentono come la ‘propria casa’. Le sue attività fioriscono se fioriscono la discussione e lo scambio. Il suo diventa un ‘buon governo’ se favorisce la partecipazione di tutti, piuttosto che affidarsi alla ‘illuminazione’ di un ‘principe’. Perfino l’Atene del V secolo, che pure stava costruendo le meraviglie del Partenone e dei Propilei andava orgogliosa di questa sua ‘democrazia’ prima di tutto. Basata su un nuovo ‘ethos’, la conquista più grande di tutte. Pericle affermava: “Noi non consideriamo la discussione un ostacolo sulla strada dell’azione politica. Crediamo che la felicità sia il frutto della libertà e la libertà sia il frutto del valore”. E aggiungeva: “La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero”. Così l’inventore della democrazia, allievo di Anassagora e di Protagora, due stranieri. Anche noi abbiamo sognato la nostra Salerno. E ci siamo entusiasmati quando abbiamo pensato che potesse diventare, nel senso che abbiamo detto, ‘grande’. Da ultimo, in occasione degli sbarchi dei migranti delle ultime settimane. Poi abbiamo sentito il sindaco parlare di “garantire la sicurezza dei salernitani, prima di tutto”, di “non poter più ospitare a spese del Comune i minori non accompagnati”, chiamare in causa Regione e Governo. Avrà tutte le sue ragioni, De Luca. Ma quanto distante questa idea di città da quella aperta e accogliente che sognavamo.

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