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Lacrime e sangue per gli italiani, Sud più debole: il decreto dei tagli di Monti

Lacrime e sangue per gli italiani, Sud più debole: il decreto dei tagli di Monti

Mario Monti

Disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati: è la spending review, il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri in nottata. Con gli interventi adottati, il Governo stima un risparmio per lo Stato pari a 4,5 miliardi per il 2012, di 10,5 miliardi per il 2013 e di 11 miliardi per il 2014. Questo risparmio dovrebbe consentire di evitare l’aumento automatico dell’Iva per i prossimi anni e dovrebbe consentire di estendere ad altri 55.000 lavoratori la clausola di salvaguardia in materia pensionistica prevista dal decreto “Salva Italia” (i cosiddetti “esodati”).
Questi i punti salienti del decreto:
a) Riduzione per l’acquisto di beni o servizi e trasparenza delle procedure. In materia di approvvigionamenti, in assenza di condizioni più favorevoli, per le pubbliche amministrazioni restano validi solo i contratti stipulati con la Consip che resta la “centrale acquisti” dello Stato. Per il servizio sanitario nazionale è prevista una regolamentazione specifica.
b) Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni.  I ministeri dovranno ridurre del 20% il numero di dirigenti e del 10% i dipendenti.  Per le Forze armate è prevista una riduzione di organico di almeno 10%.  Scongiurato il rischio di avere esodati del pubblico impiego. La riduzione del personale delle pubbliche amministrazioni non riguarda scuola, sanità, sicurezza, soccorsi e magistratura.
c) Riduzione della spesa in materia di pubblico impiego. Riduzione della spesa per le “auto blu” del 50% rispetto al 2011. La regola non si applica per i mezzi di soccorso e di sicurezza. Un buono pasto non potrà superare il valore di 7 euro anche per i dirigenti. Ferie obbligatorie senza possibilità di trattamenti economici superiori.
d) Razionalizzazione del patrimonio pubblico e riduzione dei costi per le locazioni passive. Stop all’adeguamento Istat degli affitti pagati dallo Stato. Prevista una rinegoziazione dei contratti per ottenere una riduzione del 15% sull’affitto. Gli spazi degli uffici delle pubbliche amministrazioni e quelli per gli archivi saranno ridotti.
e) Società pubbliche e in house. I Consigli di amministrazione delle società a totale partecipazione pubblica saranno composti da massimo tre membri, due di questi dipendenti dell’amministrazione titolare della partecipazione (o della società controllata). Dal 2014 le pubbliche amministrazioni dovranno acquisire sul mercato beni o servizi mediante le procedure concorrenziali previste dal codice appalti
f) Riduzione della spesa dei Ministeri. Soppressi Isvap (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) e Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione). Saltano anche il Microcredito, la Fondazione Valore Italia, l’Arcus spa e l’Associazione Luzzatti
g) Riduzione della spesa per gli enti territoriali.  Trasferimenti a Regioni ridotto di 700 milioni di euro per il 2012, 1000 milioni di euro dal 2013, fatta eccezione per le risorse necessarie per la sanità.
h) Riduzione e accorpamento province. Le Province saranno dimezzate in base ai criteri di popolazione ed estensione territoriale. Tra venti giorni una delibera del Consiglio dei ministri stabilirà i criteri in maniera dettagliata. Entro il 1° gennaio 2014 verranno istituite 10 città metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria). Contestualmente verranno soppresse le relative province.
i) Pubblica istruzione, Università, Enti di ricerca. Tesoreria unica per le scuole per le risorse finanziarie depositate finora nelle banche private. Il personale docente italiano all’estero verrà ridotto e razionalizzato. Si destinano 90 milioni di euro in più per il diritto allo studio.
l) Sanità. I piccoli ospedali non spariranno. Previsto un aumento dello sconto obbligatorio che farmacie e aziende farmaceutiche praticano nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale

(b.r.)

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