Mer. Lug 24th, 2019

I Confronti

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L’allegro marciume della scuola italiana

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di Luigi Zampoli
di Luigi Zampoli

1535799-scioperoPuntuali, sotto il cielo plumbeo e piovoso d’autunno, ritornano le manifestazioni studentesche, con il loro carico di rabbia gioiosa, slogan, fantasia, folklore ed un pizzico di sana goliardia.
Ma all’interno di questa variopinta cornice, restano sul tappeto gli annosi, sempiterni problemi dell’istruzione pubblica italiana.
Si registrano ormai da anni carenze drammatiche di risorse per l’ammodernamento delle strutture scolastiche, per i servizi agli studenti, per il diritto allo studio, nonostante gli ultimi provvedimenti del governo che, con un decreto, ha stanziato fondi, peraltro largamente insufficienti, per borse di studio e trasporti.
Il maxi reclutamento di docenti avvenuto con l’ultimo concorso non sembra essere sufficiente, in particolare per le scuole elementari e medie inferiori, a risolvere il problema delle classi pollaio, stante il ridimensionamento del numero dei plessi didattici che va ad aggiungersi al grave stato di fatiscenza in cui versano molti edifici scolastici.
Sembra essere un’assurda costante il disinteresse che i governi che si sono succeduti hanno mostrato nei confronti dei gravissimi problemi della scuola pubblica, vista per lo più esclusivamente come un elefantiaco comparto della spesa statale su cui intervenire drasticamente con tagli draconiani ed insostenibili, i cui effetti si ripercuotono, in termini pregiudizievoli, sul diritto allo studio dei ragazzi e sulla possibilità delle famiglie di garantire un’adeguata istruzione ai loro figli.
In tutte le città d’Italia in questi giorni, i ragazzi stanno scandendo slogan che sul momento possono anche suscitare una sorta di bonaria ilarità, come quei sorrisi dei passanti d’età adulta che sottintendono un’abitudine ad una protesta che ogni anno si ripete quasi come fosse la ricorrenza di una festività.
Ma bisogna prenderli sul serio gli studenti, le loro non sono velleità, sono rivendicazioni che pretendono una moltitudine dalla voce grossa ed imponente, per quanto sono giuste e sacrosante; per capirlo basterebbe entrare e fare un giro con occhi attenti in una qualsiasi scuola, di qualsiasi ordine e grado, in una zona d’Italia qualunque, in particolare nelle scuole delle grandi periferie oppure in quelle delle lontane province dimenticate del Sud.
Beninteso, qui si parla di scuola pubblica, dei “luoghi” della pubblica istruzione, che la Costituzione s’impegna a garantire a tutti, nel miglior modo possibile, sempre, ovunque e comunque.

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