L’alternativa cavese alle luci d’artista

L’alternativa cavese alle luci d’artista
di Giuseppe Foscari *
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Quello che sta accadendo in questi giorni nella città di Cava de’ Tirreni merita una particolare attenzione, perché in gioco vi sono varie componenti: i social, le luci colorate, la società civile, il gradimento generale. Ne posso parlare liberamente perché non vi sono elezioni amministrative in corso.

Partiamo dal fatto in sé. Su proposta di un’associazione che proviene dalla società civile (Cava5stelle Libro Bianco) e soprattutto grazie ad un fervido architetto che ha immaginato e realizzato il progetto (Paolo Paolillo), con il patrocinio del Comune, che ha saputo assecondare l’iniziativa e inserirla nel proprio calendario delle manifestazioni cittadine, è stata varata l’iniziativa “Coloriamo la città”. L’Associazione e i ragazzi di numerose scuole elementari di Cava hanno ritagliato delle pellicole colorate che sono state poi fissate su tutte le luci che illuminano gli archi dei portici del borgo medievale della città. Il risultato è stato sorprendente. Le pellicole hanno creato un suggestivo gioco di luci con effetti davvero originali.

Le rituali foto dell’evento hanno iniziato a girare sul social per eccellenza, facebook, creando un dirompente effetto mediatico in pochissimi giorni. Pensate: circa un migliaio di condivisioni delle foto, con tanto di plauso per l’iniziativa e commenti molto soddisfatti e, udite udite, oltre 100.000 visualizzazioni. Un autentico passaparola che ha visto come protagonisti gli amici e gli amici degli amici, come sempre accade su fb.

La spesa necessaria per realizzare il progetto è stata di ben 200 euro. Avete letto molto bene, non 2.000 o 20.000 euro, ma duecento euro. Se tanto ci dà tanto, possiamo dire che, se realizzata nel periodo prenatalizio (che si presterebbe benissimo a valorizzare i portici medievali nel clima tipico di quei giorni) e se preceduta da un’adeguata pubblicizzazione, questa idea semplicissima, in perfetto stile art Attack, potrebbe essere visualizzata da 500.000 persone e forse anche di più. Se accompagnata da altre ideuzze semplici ma geniali, come ad es. valorizzazione anche di altri luoghi storico-culturali della città, gastronomia di qualità, risparmi nei negozi del corso di Cava, percorsi di trekking, visite nel parco naturale di Diecimari, promoter invitati a proporre il pacchetto-Cava in tutta Italia ed oltre, quelle visualizzazioni sui social potrebbero avere una ricaduta inimmaginabile in termini di presenze turistiche. Con soli 200 euro di spesa.

Questa è la risposta cavese ecosostenibile ai milioni spesi per le luci d’artista a Salerno, che continuano ad essere una sorta di corpo estraneo rispetto alla città, realizzate con il danaro dei Salernitani, ma con idee e manufatti che provengono da tutt’altra parte. Senza un vero percorso culturale, senza la valorizzazione dei monumenti di Salerno, senza il coinvolgimento delle scuole e dei ragazzini, vero e autentico patrimonio per creare quella necessaria sinergia con l’educazione civica e con l’amore per la propria città.

Certo, il web, i social, non sono il Vangelo. Ma sono in grado di costruire e orientare il gradimento e la curiosità della gente che vuole muoversi per sperimentare e apprezzare cose nuove.

Il rilancio di Cava a partire da pellicole colorate? Roba da far mordere le mani ai megalomani.

 

* professore di Storia dell’Europa presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno

In copertina, i celebri portici di Cava de’ Tirreni

redazioneIconfronti

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